TRUMP AFFOSSATO DA UN NUOVO SCANDALO. HILLARY CLINTON SEMPRE PIÙ VICINA ALLA CASA BIANCA

Donald Trump

Donald Trump è nella bufera. Il tycoon newyorkese è stato, fin dall’inizio, un personaggio divisivo, anche per il suo populismo anti establishment.
Avevano da tempo manifestato il loro dissenso nei suoi confronti, con un silenzio gravido di significati, i Bush, padre e figlio, gli ultimi due candidati alla Presidenza, Mitt Romney e John McCain mentre lo sfidante alle primarie, il senatore del Texas Ted Cruz, prima gli ha rifiutato pubblicamente ogni appoggio, poi, ha rilasciato qualche dichiarazione più conciliante senza, però, cambiare, sostanzialmente, posizione. Avevano preso le distanze in modo esplicito, da mesi, i fratelli Koch, i più grandi finanziatori del Partito Repubblicano e, nella loro scia, molti industriali vicini al partito.
Ma, i video resi pubblici negli ultimi giorni hanno reso molto più difficile, la posizione di Trump.   
Piovono su di lui commenti pesanti non solo dai democratici ma anche dai repubblicani. Vere e proprie stroncature nei suoi confronti sono venute, nelle ultime ore, dai rappresentanti del GOP con le maggiori responsabilità istituzionali, lo speaker della Camera Paul Ryan, il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell, il presidente del partito, Reince Preibus e lo stesso candidato alla Vice presidenza Mike Pence.
Il giudizio più efficace non lo ha dato un politico ma un attore, Robert De Niro. “È così stupido. È un cane, un maiale. Un artista della stronzata. Non paga le tasse, è un disastro nazionale. Mi fa arrabbiare il fatto che questo paese sia arrivato al punto di consentire a quest’idiota di arrivare sin qui”. 
Finora, nessun candidato alla Presidenza degli Stati Uniti era stato definito un idiota.
Fortunatamente, è pressoché impossibile che Trump possa diventare Presidente.
Rimane il fatto che ha vinto le primarie del glorioso GOP e che, per mesi, ha catalizzato i consensi di milioni di elettori, nonostante le gaffe, gli insulti, l’ignoranza, il disprezzo per il bene pubblico.
È un dato sul quale dovrà riflettere tutta la classe dirigente a cominciare da Hillary Clinton. E anche i politici e i cittadini degli Stati europei, visto che Trump è espressione dello stesso malessere su cui prosperano la Le Pen in Francia, Farage in Gran Bretagna, Grillo in Italia, Podemos in Spagna.
Il fatto che siano fenomeni che, finora, si sono fermati al limite della maggioranza senza riuscire a raggiungerla non è un motivo per sottovalutare la carica di pericolo che rappresentano.