TIMIDA APERTURA DELLA CHIESA AI GAY: NO AL MATRIMONIO, Sì AI DIRITTI

Mons. Vincenzo Paglia

Sono parole inattese quelle pronunciate dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ma che lasciano intendere che, in materia di diritti dei gay, un piccolo passo in avanti è stato fatto. Per la prima volta, infatti, il Vaticano apre alle coppie gay. Non al matrimonio tra due persone dello stesso sesso, ma al riconoscimento dei diritti privati e patrimoniali per le coppie di fatto e omosessuali. La posizione del Vaticano sui diritti degli omosessuali non era mai stata così aperta: “Siamo tutti figli di Dio – ha detto l’arcivescovo Paglia –. Un conto è il tema del matrimonio gay, sul quale è nota la nostra posizione, un altro sono le discriminazioni e i diritti. Questo non vuol dire non riconoscere i diritti delle coppie di fatto; anzi – ha continuato – i legislatori vengono invitati ad occuparsene”. “Nel mondo – ha sottolineato ancora Paglia – ci sono circa 25 paesi dove l’omosessualità è reato. Mi augurerei – ha scandito – che come Chiesa combatteremo tutto questo”.
La strada da fare in questo senso è ancora molto lunga: sarà anche una timida apertura quella della Chiesa, ma non si può negare che un piccolo passo sembra essere stato fatto.
L’apertura della Chiesa arriva nel giorno in cui la Camera dei Comuni in Gran Bretagna esprime un primo voto favorevole ai matrimoni gay, dopo che l’innovazione era stata approvata qualche mese fa dall’Assemblea nazionale francese.