SVOLTA IN CINA:ELEZIONI SINDACALI LIBERE

Manifestazione di lavoratori in Cina

La Foxconn, la più grande azienda cinese con oltre un milione e duecentomila dipendenti, ha deciso di concedere ai propri lavoratori il diritto di scegliere liberamente i propri rappresentanti sindacali.E’ una svolta clamorosa per la Repubblica Popolare Cinese che si può comparare con il riconoscimento di Solidarnosc in Polonia.
Certo, bisognerà capire quanto il voto sarà veramente libero e quale peso avranno i dirigenti sindacali eletti.
Finora il sindacato cinese aveva il compito non di rappresentare le istanze dei lavoratori ma di affiancare la direzione aziendale. Se in futuro non sarà più così  e il sindacato avrà un ruolo simile a quello del sindacato occidentale potrebbero registrarsi cambiamenti radicali nella società cinese e potrebbe essere messo in discussione lo stesso modello economico che negli ultimi anni ha assicurato alla Cina uno sviluppo a un ritmo senza precedenti. La crescita della Cina si basava su un costo del lavoro di sussistenza, prodotti a basso costo e esportazione in tutto il mondo della produzione così realizzata.
Se, a seguito della sindacalizzazione, dovesse essere avviato un processo di aumento dei salari, significherebbe che la Cina sta virando verso un modello che prevede meno esportazioni e maggiore crescita del mercato interno.

Le conseguenze di una tale evoluzione sarebbero favorevoli non solo per i cinesi ma per tutto il mondo, in quanto si ridurrebbe l’impatto di un dumping  internazionale di dimensioni senza precedenti che ha sconvolto le economie dei paesi occidentali e ha provocato un abbassamento dei livelli di difesa sociale in tutto il mondo.
Naturalmente, non sappiamo se questo scenario sia realistico. Solo le prime mosse della nuova dirigenza stretta intorno a Xi Jinping indicheranno se è stata avviata una nuova rotta oppure se l’apertura della Foxconn è una iniziativa estemporanea destinata a rientrare nell’alveo della ortodossia.