STRAGE JIHADISTA A BRUXELLES. CONTRO L’ISIS È URGENTE AVVIARE UNA EFFICACE POLITICA DI SICUREZZA A LIVELLO UE

bruxelles-attentato alla metropolitana

Anche Bruxelles finisce nel mirino degli attentati terroristici rivendicati dall’Isis. Dopo la vittoria incassata con l’arresto del super latitante Salah Abdeslam, tra i principali responsabili della strage di Parigi,l’Europa ripiomba nuovamente nell’incubo terrorismo. A poche ore dalla duplice esplosione di Bruxelles, gli interrogativi sono tanti. La concomitanza tra l’arresto di Salah, uno dei tre jihadisti ricercati per la strage del Bataclan, e le nuove esplosioni a Bruxelles fa ipotizzare due scenari possibili: da un lato la vendetta dei superstiti della cellula nata e cresciuta a Molenbeeck, come dimostrazione della forza di un gruppo che sembra invincibile, dall’altro l’ultima azione messa in atto, nel timore che Salah Abdeslam potesse iniziare a collaborare con le forze di sicurezza e bruciare così i piani criminali dei terroristi. 

Gli sviluppi investigativi sono ancora in corso, ma gli attentati di Bruxelles, che fanno seguito a quelli francesi dello scorso 13 novembre, sembrano essere la dimostrazione di come le attuali politiche di sicurezza messe in atto dall’Ue, contro la minaccia terroristica jihadista, si stiano rivelando inefficaci. La certezza, dopo l’attacco al cuore dell’Europa, sembra essere una: ciò che manca contro il terrorismo jihadista è una strategia di sicurezza comunitaria e adeguata a livello europeo, che veda impegnate a collaborare le forze segrete di tutti i Paesi. 
Intanto, il governo belga ha alzato il livello di allerta al massimo, ovvero a 4 su 4, mentre ufficiali delle forze di sicurezza belghe hanno fatto sapere che è in corso una caccia all’uomo verso cinque sospetti individuati grazie alle telecamere. I fatti di Bruxelles hanno messo in luce non solo le mancanze delle forze di sicurezza belghe, ma ancor di più l’assenza di collaborazione e coordinamento tra le diverse polizie ed intelligence europee.