STATI UNITI E CUBA. RELAZIONI A UN BIVIO.

Presidente Obama
Il disgelo tra gli Stati Uniti e Cuba, facilitato dalla instancabile attività di mediazione svolta da Papa Francesco e dal Vaticano, segna indubbiamente una svolta nelle relazioni tra i due Paesi. Si pone infatti finalmente termine ad una contrapposizione che va avanti dalla fine degli anni cinquanta, quando l’arrivo al potere di Fidel Castro ed il passaggio dell’Avana al blocco comunista portò ad uno scontro con Washington che, con la crisi dei missili del 1962, minacciò di portare il mondo intero alla catastrofe nucleare.
Ora, finalmente, i tempi sono cambiati e l’amministrazione Obama ha giustamente preso atto di ciò, inaugurando una nuova politica non solo verso Cuba ma verso tutta l’America Latina. Gli Stati Uniti, infatti, hanno preso atto che è necessario tenere in maggiore considerazione le necessità dei Paesi latinoamericani, in particolare modo di quelli come Brasile, Messico ed Argentina che rappresentano ormai una parte consistente del commercio mondiale. L’accordo con Cuba rappresenta quindi il punto di arrivo della nuova politica americana, che ha visto gli Usa attivarsi per bloccare i colpi di stato in Honduras ed Ecuador, per risolvere il problema del debito sovrano di Buenos Aires e per fermare l’instabilità che ha caratterizzato il Messico degli ultimi anni. L’amministrazione Obama ha così realizzato quel piano di rilancio dell’immagine degli Usa che, dopo un periodo di appannamento, si pongono nuovamente come guida del continente anche allo scopo di formare un unico blocco che faccia da contraltare alla Cina, unica altra potenza mondiale in grado di impensierire il gigante a stelle e strisce.