STAFFETTA GENERAZIONALE, EMENDAMENTO DELL’ON. NELLO FORMISANO (CD) ALLA LEGGE DI STABILITÀ

Nello Formisano
L’on. Nello Formisano, Capogruppo del Centro Democratico ha riproposto, con un emendamento alla Legge di Stabilità che pubblichiamo integralmente dopo queste brevi note, il tema della “Staffetta generazionale”.
Non è un tema nuovo nel dibattito politico. Se ne è parlato, nella fase di avvio del governo Letta, quando sembrava che fosse imminente l’adozione di norme finalizzate  a regolamentarla. È stata, anche, approvata, nel mese di giugno, dalla Camera dei Deputati, con il parere favorevole dell’Esecutivo, una mozione del Centro Democratico sulla materia.
Poi il tema è stato silenziosamente cancellato dall’agenda politica, senza fornire alcuna spiegazione né agli italiani, né al Parlamento.
La motivazione di questo cambiamento di rotta è assolutamente incomprensibile. Se c’era una emergenza “occupazione giovanile” a giugno, oggi quell’emergenza si è ulteriormente aggravata ed è, ormai, il primo problema del Paese, sia sul piano economico che su quello sociale.
Se non si pone rimedio in tempi brevissimi si rischia di tagliare intere generazioni fuori dal mercato del lavoro. Una emarginazione che potrebbe essere permanente, in quanto il sistema produttivo non concede possibilità di reinserimento a persone che abbiano un buco nero di alcuni anni nel loro curriculum culturale e professionale, condizione che sta per diventare il denominatore comune di  intere fasce di età.
Peraltro, anche la timida ripresa prevista per il 2014 non avrà alcun effetto sulla occupazione, dal momento che le aziende che contribuiranno a fare uscire il Paese dalla recessione saranno proprio quelle che avranno tagliato i costi del personale e il numero  dei dipendenti.
Quindi, l’emergenza non solo persiste ma è ancora più tragica rispetto a qualche mese fa e, in mancanza di  interventi incisivi, è destinata a  peggiorare ulteriormente nel prossimo futuro.
Non si può, nemmeno, dire che il progetto sia stato accantonato per un problema di costi. Secondo un’indagine de “lavoce info” che, sicuramente, non è sospettabile  di simpatia per l’operazione, con uno stanziamento di un miliardo e mezzo di euro, si potrebbero assumere 190 mila giovani. L’operazione comporterebbe, nel contempo,un minore costo per le imprese di tre miliardi e 200 milioni. 
Il che significa che l’iniziativa avrebbe come risultati  un risparmio complessivo per il “sistema paese” di un miliardo e settecento milioni di euro e un aumento dell’occupazione giovanile di 190.000 unità, con ricadute favorevoli rilevanti anche sui consumi e, quindi, sulla crescita dell’economia.
Naturalmente, se fosse lo Stato nella qualità di datore di lavoro ad attivare la “staffetta”, i risparmi andrebbero a beneficio diretto dei conti del Tesoro con un impatto positivo considerevole anche sul deficit e sul debito.
È da considerare, inoltre, che “lavoceinfo” ha preso in esame l’ipotesi che la staffetta generazionale avvenga con il meccanismo del “part time pensionistico”. Con i prepensionamenti gli effetti sarebbero ancora più significativi, sia sul piano dell’attacco alla disoccupazione giovanile, sia su quello dei risparmi per il Tesoro e per le imprese, sia, infine, su quello dell’irrobustimento della crescita. Senza considerare i positivi effetti sul piano sociale tanto nei confronti dei giovani in cerca di occupazione, quanto dei lavoratori con maggiore anzianità contributiva beffati, alle soglie della pensione, dalla legge Fornero.
Il ministro Giovannini ha il dovere di chiarire i motivi per i quali l’iniziativa si è fermata. Noi possiamo comprendere la volontà di approfondire, anche perché ci sono molte modalità di attuare la “staffetta” ed è importante che sia scelta quella più efficace e più efficiente. Però, non riusciamo a giustificare l’atarassia che, a quanto pare, è diventata la condizione qualificante dei responsabili del Ministero del Lavoro.
Tutti, a cominciare dal Ministro, sono consapevoli che l’emergenza è gravissima. Non fare nulla o intervenire con provvedimenti simbolici fa dubitare della utilità di un dicastero che, istituzionalmente, dovrebbe combattere la disoccupazione e dare attuazione all’art. 1 della Carta costituzionale. 
Peraltro, segnaliamo che la Francia, pur essendo molto lontana dai nostri livelli di disoccupazione giovanile, ha già adottato una normativa specifica in materia, con indiscutibile successo (Ettore Nardi).
 
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato – C. 1865
Art. 1
Dopo il comma 80 inserire il seguente
 
80 bis. a) Allo scopo di sostenere l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e l’attuazione di meccanismi di flessibilità positiva per i lavoratori maturi, pur nella consapevolezza che la misura prevista non risolve la questione della disoccupazione giovanile, ma nella convinzione che possa contribuire a rinnovare le amministrazioni e le aziende e, comunque, a ridurre il numero dei giovani inoccupati e disoccupati è istituito il meccanismo della cosiddetta staffetta generazionale;
b) Allo scopo di favorire il ricorso al meccanismo di cui alla lettera a) del presente comma, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia, sono stabilite misure di riduzione e rimodulazione delle aliquote contributive in funzione della entità della rimodulazione dell’orario di lavoro determinate contrattualmente;
c) la maggior misura delle riduzioni e rimodulazioni previste dalla lettera b) del presente comma si applica ai contratti di lavoro a tempo parziale intercorrenti con soggetti di età superiore ai 60 anni di età che conseguono entro 24 mesi dall’entrata in vigore della presente legge i requisiti di accesso al trattamento pensionistico, a condizione che il datore di lavoro assuma, grazie al risparmio conseguito, con contratto di lavoro a tempo parziale, e per un tempo lavorativo non inferiore a quello dei lavoratori predetti, due giovani inoccupati o disoccupati di età superiore ai diciotto anni ed inferiore ai ventinove anni compiuti;
d) l’adesione del singolo lavoratore in possesso dei requisiti di cui alla lettera c) del presente comma, è su base volontaria, e prevede una riduzione di orario fino al 50%;
e) ove consentito dalla normativa vigente, uno dei due giovani assunti come previsto dalla lettera c) del presente comma, deve essere figlio del lavoratore che accetta di andare anticipatamente in pensione.