SOSTENERE IL GOVERNO E RILANCIARE LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA. OCCUPAZIONE E SVILUPPO, OBIETTIVI PRIORITARI

On. Nello Formisano

Per fare valutazioni definitive sulle elezioni amministrative, bisogna attendere i ballottaggi, anche perché sono pochissime le città in cui il sindaco è stato eletto al primo turno.
Alcuni dati significativi, però, si possono già evidenziare.
La coalizione di Centrosinistra “Italia Bene Comune” ha fatto registrare risultati in forte crescita in tutte le aree del Paese, risultati che vanno ad aggiungersi al successo ottenuto nella regione Friuli Venezia Giulia nel mese di aprile.
Lo schieramento progressista, oltre ad avere conquistato alcuni comuni importanti già al primo turno, come Vicenza, Pisa, Massa, è in testa in tutti i ballottaggi e in particolare a Roma, dove Ignazio Marino precede Gianni Alemanno, sindaco uscente, di oltre tredici punti.
Contrariamente a quanto ipotizzavano tanti commentatori, gli elettori hanno compreso che il governo Letta è figlio di una situazione parlamentare che non offriva sbocchi alternativi e del senso di responsabilità della coalizione di Centrosinistra che ha sacrificato il proprio profilo identitario alle ragioni della governabilità.
Il fenomeno 5 Stelle  è drasticamente ridimensionato. La parabola discendente è più veloce del previsto e la reazione scomposta del suo fondatore dimostra in modo inoppugnabile, non solo la misura della sconfitta, ma anche che il Movimento è inidoneo strutturalmente a superare la fase del “vaffa” per elaborare un minimo di proposta politica costruttiva.
Ora, viene la parte più difficile, bisogna trasformare il successo elettorale in successo politico.

Da un lato, consolidare il governo Letta. Una strada obbligata, in quanto la situazione è tuttora drammatica, come ha ben evidenziato il Presidente di Confindustria, Squinzi, e il Paese non può permettersi una nuova crisi che né l’Unione europea, né i mercati ci perdonerebbero.
Dall’altro, evidenziare che le differenze fra centrosinistra e PDL restano tutte, anche al di là dei temi sensibili come la giustizia e il conflitto di interessi.
Il PD deve, quindi, rivendicare con fermezza le sue posizioni valorizzando i punti fondamentali del programma della coalizione che coincidono con i temi essenziali per portare l’Italia fuori dalla recessione: occupazione, competitività, produttività, sviluppo, equità.
Oggi è un dovere concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative per uscire dalla crisi e per dare una speranza alle giovani generazioni che sono, da troppo tempo, tagliate fuori dal processo produttivo, con conseguenze disastrose sia sotto il profilo economico che sotto quello sociale.
Il Centrosinistra si deve battere perché la riduzione delle tasse sul lavoro e del cuneo fiscale abbia la precedenza sulla riduzione dell’IMU che è una misura popolare ma che, al di là di un possibile, modesto impatto sui consumi, non ha alcuna influenza significativa sulla economia reale e assorbirebbe risorse consistenti che potrebbero essere molto più utili se destinate alla crescita.
È essenziale in tale contesto rilanciare la coalizione “Italia Bene Comune” in tutte le sue componenti. 
Quindi, rafforzare il ruolo del Partito Democratico, quale soggetto autonomo rispetto al governo.
Recuperare il dialogo con SEL, che, in una rinnovata dialettica fra partiti e Esecutivo può ritrovare le ragioni dell’alleanza.
Infine, valorizzare le posizioni di Centro Democratico che rappresenta l’ancoraggio della coalizione sul fronte del Centro e che può dare un apporto determinante alla coalizione sia in termini di contenuti e di competenze,  che in termini di suffragi elettorali.
Significativo il risultato di Roma, dove il Centro Democratico ha quintuplicato i voti, con un trend che, peraltro, ha replicato in tutte le città in cui ha presentato le proprie liste, dimostrando una potenzialità di bacino elettorale che va molto al di là dei suffragi ottenuti il 24 e 25 febbraio.
E questo, benché continui il black – out pressoché totale sui media, che sarebbero fondamentali per far conoscere un partito costituito solo cinque mesi fa’.
Il ruolo del Centro Democratico è ancora più importante in prospettiva, alla luce del progressivo evaporare dello schieramento centrista, diventato ormai una semplice somma di individualità senza alcun collante e minato dalle ambiguità sia sui contenuti che sulle alleanze.
Le elezioni del 26 e 27 maggio sono state un potente ricostituente per il Centrosinistra. Sta alla sua classe dirigente non sprecare l’ennesima occasione per dare un assetto stabile al Paese, disegnando per la coalizione uno standing di alto profilo, valorizzando gli interessi generali per il bene comune dell’Italia e degli Italiani, secondo uno slogan efficace che non deve essere solo uno slogan ma la sintesi di un programma per governo di lungo periodo.