SCONTRO FRA ITALIA E UNGHERIA SUI MIGRANTI. BRUXELLES IMPONGA A ORBAN IL RISPETTO DELLE REGOLE.

Ungheria-presidente-Viktor-Orban

Gli ultimi giorni sono stati segnati dalla polemica tra l’Ungheria e l’Italia sulla questione dei migranti. Roma, infatti, chiede maggiore flessibilità sui conti per affrontare il problema degli sbarchi continui e l’inizio di una vera distribuzione dei profughi tra i vari Stati europei. Budapest, invece, si oppone a qualsiasi collaborazione, continuando ad alzare muri per respingere gli arrivi. Al di là di qualunque punto di vista sulle polemiche tra i due Paesi, comunque, è certo che la posizione dell’Ungheria è insostenibile. Il Paese magiaro non può continuare da una parte ad opporsi alla redistribuzione dei migranti e dall’altra continuare a pretendere i fondi dall’Unione Europea, fondi pagati anche dall’Italia che, nonostante la crisi, è tuttora uno dei principali donatori al bilancio comunitario.
Ha quindi ragione il premier Renzi quando sostiene che “il bancomat è chiuso”, riferendosi al fatto che l’Italia non intende più sostenere Stati che non sono solidali con i principi fondamentali dell’Europa. È palese che, negli ultimi anni, l’Unione Europea ha subito l’influsso negativo di tutti gli Stati di recente ingresso che, a differenza dei Paesi fondatori, sono entrati nella UE per motivi di puro interesse economico. Questi devono necessariamente essere ridimensionati. Si tratta di tutti gli Stati dell’Est Europa, che, come l’Ungheria, possono decidere di lasciare l’Unione, come minacciano di continuo, ma non possono restare perseguendo unicamente i loro interessi a scapito degli altri.