SCELTA EUROPEA EREDE DELLA MIGLIORE TRADIZIONE LIBERALDEMOCRATICA E CATTOLICO POPOLARE DELLA PRIMA REPUBBLICA

Nello Formisano
La lista Scelta europea è una delle novità più interessanti del panorama politico in vista delle elezioni europee.
Scelta europea rappresenta una delle tre grandi famiglie continentali, quella dei liberal democratici dell’ALDE e raggruppa partiti e movimenti che alle politiche dello scorso anno si erano presentati non solo separatamente ma in coalizioni diverse.
La scelta di presentarsi in una lista  unica è una occasione di chiarimento e di semplificazione per gli schieramenti che potrà avere riflessi significativi sul quadro politico.
La lista Scelta europea, infatti, va a rafforzare la componente moderata della coalizione di centrosinistra che alle ultime politiche era rappresentata solo dal Centro Democratico, un partito costituito solo un mese prima della scadenza elettorale e che, pur con tutte le difficoltà della fase di start up, é stato determinante per la vittoria dello schieramento progressista..
La lista ALDE avrà un peso più rilevante e conferirà maggiore equilibrio alla coalizione guidata da Renzi consentendo al Partito Democratico di assumere una posizione centrale senza essere condizionato dalla componente di sinistra rappresentata da SEL.
La presentazione della Lista che, a nostro avviso, dovrebbe preludere alla nascita di un vero e proprio partito, è il naturale sbocco del consolidamento della presenza sul territorio di Centro Democratico che, in tutte le competizioni, amministrative o regionali, del 2013 e dei primi mesi del 2014 ha ottenuto suffragi crescenti, nettamente superiore a quelli conseguiti nella tornata elettorale del febbraio 2013.
Un partito che si ispiri ai valori dell’ALDE sarebbe una novità di grande rilievo per la politica italiana, in quanto raccoglierebbe l’eredità della migliore tradizione liberaldemocratica e cattolico popolare della prima repubblica e andrebbe a colmare un vuoto che esiste nel panorama politico dall’inizio dell’era berlusconiana.
Con l’avvento dei partiti personali, degli slogan gridati, delle risse televisive e delle campagne elettorali ridotte a guerre di spot commerciali degni delle peggiori televendite si sono ridotti drasticamente gli spazi per quei partiti e per quegli uomini che portavano in politica il bagaglio delle proprie esperienze e competenze, per i quali l’impegno nelle istituzioni era finalizzato esclusivamente alla volontà di concorrere alla affermazione del bene comune.
Partiti per i quali i voti erano un mezzo per la affermazione di un disegno politico al servizio del Paese e non  uno strumento per la conquista del potere.
Partiti e uomini contraddistinti da grandi idealità, che riuscivano, con la autorevolezza personale e con il rigore delle idee a svolgere un ruolo di orientamento e di guida morale rispetto al mondo politico e alla società, anche quando non potevano contare su un consenso di massa.
Formazioni come il Partito d’Azione, il Partito Repubblicano, il Partito Liberale, personalità e componenti interne  della Democrazia Cristiana come Aldo Moro o come alcuni esponenti della Sinistra di Base avevano un peso specifico che andava ben al di là dei voti raccolti e contribuivano a tenere la barra ferma su quei valori di sistema che hanno consentito all’Italia, pur tra mille contraddizioni, un periodo di grande sviluppo.
Per tornare a quel periodo bisogna uscire dalla recessione economica, ma anche dalla recessione politica e da quella morale.
È necessaria una nuova classe dirigente che abbia nel proprio DNA il bene comune, che lavori per le prossime generazioni e non per le prossime elezioni, che sappia parlare ai cittadini avendo come bussola le idee e i progetti e non il consenso fine a se stesso, che rifiuti la tirannia dei sondaggi più o meno taroccati che creano un consenso effimero e superficiale inducendo gli elettori a salire sul carro del presunto vincitore sulla base di slogan a effetto e di parole d’ordine populiste e demagogiche.
In tale contesto, la nascita della Lista ALDE e, ancora di più, di un partito ispirato ai valori dei liberal democratici e dei cattolico popolari europei e italiani della prima repubblica è sicuramente una buona notizia per gli elettori e per l’Italia.
Potrebbe nascere una sentinella a guardia della buona politica e della buona amministrazione che sarebbe la coscienza critica delle coalizioni di centrosinistra e aiuterebbe nella difficile opera di governo i partiti più grossi, spesso condizionati e strattonati da esigenze elettoralistiche che non sempre sono compatibili con il bene comune e con gli interessi di lungo periodo dell’Italia e degli Italiani.