Roberta Agnoletto: “Io, assessore M5S, licenziata perché incinta”

Nuova polemica per il Movimento 5 Stelle di Grillo. Dopo il caso Salsi, il movimento capitanato dall’ex comico genovese miete un’altra vittima. Si tratta questa volta di Roberta Agnoletto, assessore della giunta grillina di Mira, in provincia di Venezia, con delega allo Sport e all’Ambiente: la donna, infatti, a partire dal 30 marzo si vedrà ritirata la delega, perché incinta. Rimarrà a casa, dunque, perché la sua unica colpa è quella di essere in dolce attesa, e questo, secondo l’Amministrazione comunale di Mira, targata M5S, rappresenta incompatibilità con l’incarico che ricopre. A muovere l’accusa è stata la diretta interessata, che dispiaciuta ha spiegato che alla base di questa scelta vi sarebbe la sua gravidanza (è stata la stessa Agnoletto a dire di aver ricevuto la lettera di licenziamento, nella quale la causa è “la gravidanza e, quindi, l’imminente parto e gli impegni materni conseguenti”). Dal canto suo il comune si giustifica e fa sapere che l’assessore Agnoletto è stata licenziata non perché aspetta un bambino, ma perché “poco presente” ultimamente sul luogo di lavoro. Che vuol dire però la stessa cosa. È automatico infatti che una donna incinta, politico o no, proprio per gli impegni di una gravidanza in corso sottragga del tempo al proprio lavoro. E non a caso vi sono leggi che tutelano la gravidanza e la maternità sul posto di lavoro. Altrimenti sarebbe inutile dire che non c’è discriminazione per il gentil sesso nell’ambiente lavorativo.