PROMEMORIA PER GLI ELETTORI: TUTTE LE LEGGI “AD PERSONAM” DI BERLUSCONI

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                                                                                       L’OPINIONE

di Nicola Tranfaglia
Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Torino

È stato uno dei migliori articolisti e corsivisti del nostro giornalismo, Alberto Arbasino, a coniare l’espressione che indica meglio di ogni altra l’Italia contemporanea: un paese senza memoria e la frase mi viene in mente di continuo seguendo, come faccio da molti anni, la  campagna elettorale per le prossime elezioni politiche.
È davvero impressionante, di fronte ai canali televisivi che invadono le nostre case, o sfogliando i quotidiani e i settimanali, sentire l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il demagogo abile e spregiudicato, per non  dire altro, che ha dominato – questo è innegabile – il lungo ventennio populista che ha caratterizzato il periodo che va dalla metà degli anni novanta ad oggi, parlare del nostro paese ed omettere completamente l’opera di distruzione della nostra legislazione contro chi ha violato la legge.

Con progressi, dicono, nei sondaggi che darebbero ancora una volta ragione al giudizio di Arbasino.
Incominciando naturalmente dai propri corposi interessi personali ma, nello stesso tempo come era inevitabile, scemando l’efficacia della lotta al malaffare e quindi favorendo un’ampia categoria di imprenditori e di professionisti afflitti dai conflitti di interesse, dai falsi in bilancio, da fenomeni evidenti di riciclaggio e di autoriciclaggio che negli altri paesi europei e negli Stati Uniti hanno portato in carcere personaggi molto noti o magari sconosciuti ma presenti nel mondo degli affari.
Se si fa l’elenco – come ha fatto in questi giorni un giudice come Silvia Della Monica che in questo momento è senatrice del Partito Democratico – si resta impressionati dal peso dei provvedimenti legislativi fatti approvare, nel periodo dal 2001 al 2012, con l’apporto centrale del Pdl e della Lega Nord.
Ecco il seguito delle leggi nudo e crudo: legge numero 367 del 2001 limita l’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso le rogatorie internazionali. La norma ha trovato applicazione anche nel primo  processo contro l’onorevole Previti.
Subito dopo la legge 61 del 2002 modifica la disciplina del falso in bilancio usata nei processi All Iberian e Sme-Ariosto 2 (il secondo contro Previti) e lo depenalizza: Berlusconi è assolto perché il fatto non costituisce più reato.
Sempre nello stesso anno, la legge numero 248 (che porta il nome dell’onorevole pidiellino Cerami) introduce tra le cause di ricusazione e trasferimento del processo il legittimo sospetto per la ricusazione del giudice.
L’anno successivo, il cosiddetto lodo Schifani (che porta il nome dell’attuale presidente del Senato, quasi incredibile a dirsi!) legge numero 140 vieta di sottoporre a processo le cinque più alte cariche dello Stato ma nel 2004 la Corte costituzionale la dichiara incostituzionale.
Sempre nel 2004 la legge numero 308 estende il condono edilizio alle zone protette, tra le quali è compresa la villa di Berlusconi in Sardegna.
Nel 2005 c’è la “salva Previti” che riduce i termini della prescrizione per gli incensurati e trasforma in arresti domiciliari per gli imputati che hanno più di 70 anni e ha subito ripercussioni sui processi sui diritti televisivi, Mediaset e sul processo Mills, tutti a carico di Berlusconi.
Infine le leggi 46 del 2006, 124 del 2008, 51 del 2010 fissano la prima  l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento (ma nel 2007 è dichiarata incostituzionale), la seconda il divieto dei processi per 4 altre cariche (anche questa incostituzionale nel 2009) e la terza norme speciali per il presidente del Consiglio e per i ministri ma è dichiarata prima parzialmente illegittima dalla Corte e poi abrogata interamente dal referendum del 2011.
Diciamo la verità, cari lettori, non s’era mai visto – se si esclude il ventennio fascista – un tentativo così energico e articolato – di mettere in una posizione di immunità completa il capo del governo distruggendo nei fatti l’eguaglianza dei cittadini e le loro libertà fondamentali facendo della carta costituzionale un pezzo di carta ormai senza più valore.
Ebbene tutto questo è successo nel ventennio populista ancora aperto e ci sono ancora tanti italiani che vogliono dare i propri voti a Berlusconi e ai suoi seguaci ?
Non riesco a crederci ma prendo atto che questo potrebbe succedere e lo segnalo a chi ancora è deciso a difendere la costituzione.