PREPENSIONAMENTI (DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI) E STAFFETTA GENERAZIONALE, IL GOVERNO LETTA VA AVANTI

Ministro del Lavoro Giovannini

Dopo tanti falsi allarmi sembra che questa sia la volta buona. A settembre dovrebbe essere avviato l’iter normativo per la staffetta generazionale che dovrebbe, da un lato, rendere giustizia, almeno in parte, a tutti quei lavoratori repentinamente privati della pensione dalla improvvida riforma Fornero, dall’altro, riaprire il mercato del lavoro ai giovani, al momento privi di sbocchi occupazionali.
Si parla di un esodo incentivato che permetterebbe ai dipendenti pubblici in possesso di alcuni requisiti di età e di anzianità contributiva di andare il pensione con le vecchie regole. Il provvedimento è ancora in fase di messa a punto, per cui non sono ancora definiti con precisione i requisiti richiesti, ma, tendenzialmente, dovrebbero essere in linea con il vecchio sistema di pensionamento ante Fornero, 35 anni di contribuzione e 57 di età.
Coloro che accettassero l’offerta, secondo le ipotesi più accreditate, subirebbero una non elevata penalizzazione che andrebbe ad incidere sulla base pensionistica e non dovrebbe superare l’8 per cento.
Il progetto riguarderebbe ben duecentomila dipendenti pubblici. 
Per evitare discriminazioni ingiustificate analoga possibilità andrebbe, ovviamente, offerta ai dipendenti privati anche essi penalizzati dalla nuova legge previdenziale.
Le indiscrezioni, uscite già qualche tempo fa parlavano di una doppia opzione offerta agli interessati: andare subito in pensione superando i rigidi paletti di età e contribuzione attualmente vigenti oppure scegliere il part time per gli ultimi cinque anni di attività lavorativa senza alcuna penalizzazione sul piano pensionistico.
Non sarebbe l’ennesima riforma previdenziale, ma solo una normativa transitoria finalizzata ad assicurare una via d’uscita ai lavoratori alle soglie della pensione rimasti intrappolati, magari pochi mesi prima del traguardo, nelle maglie della Fornero.
Una parte dei dipendenti “esodati” verrebbe sostituita da neo assunti per dare una prima risposta alla richiesta di nuova occupazione che viene dal mondo giovanile.
Ovviamente, tutta l’operazione dovrebbe passare al vaglio di una trattativa con le OO.SS.  e per un provvedimento legislativo da approvare in Parlamento. 
Ma gli studi preliminari sarebbero in via di  conclusione e l’iter dovrebbe essere avviato con rapidità alla ripresa autunnale.
Peraltro, sulla materia, la Camera ha approvato, nel mese di giugno, con il parere favorevole del governo, una mozione del Centro Democratico che impegnava l’Esecutivo a portare a conclusione in tempi brevi le iniziative volte a rendere operativa la staffetta generazionale.
Il tema, a nostro avviso, merita priorità assoluta, perché risponderebbe alle esigenze dei  lavoratori “anziani” penalizzati pesantemente dalla riforma e dei giovani che non hanno alcuna prospettiva di occupazione.
Sul piano della economia reale, inoltre, ci sarebbero tre ricadute positive. Accrescerebbe l’efficienza delle aziende e della pubblica amministrazione attraverso l’immissione di forze giovani, ridurrebbe i costi e avrebbe un effetto anticiclico influendo positivamente sui consumi e, quindi, sulla ripresa economica.
Il tutto a costo zero nel caso dei dipendenti pubblici o, nel caso dei privati, investendo risorse molto modeste da parte del sistema previdenziale che rientrerebbe  agevolmente dei costi con i contributi dei lavoratori neo assunti.
Data la scarsità di risorse disponibili è uno dei pochi provvedimenti immediatamente attuabili per dare una scossa all’economia e che darebbe risultati in tempi brevi. Per cui è doveroso dare seguito all’iniziativa con la massima rapidità.
Torneremo sull’argomento non appena saranno disponibili ulteriori notizie e daremo tutto l’apporto di informazioni e di analisi che si renderà necessario.