OCCUPAZIONE E MEZZOGIORNO PER RILANCIARE LO SVILUPPO

Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

I recenti dati Istat denotano un seppure lieve miglioramento della situazione economica. In particolare, l’Italia sembra ormai essere uscita dalla fase di recessione che ha caratterizzato gli ultimi anni. L’aumento del prodotto interno lordo, anche se nell’ordine di decimali, è un fatto concreto e permette, se non altro, di guardare al futuro con maggiore speranza. Anche il 2016 sembra preannunciarsi come un anno di crescita. Crescita che, secondo le stime, pare sia nell’ordine dell’uno e mezzo per cento, secondo quanto affermato dalle maggiori organizzazioni di analisi economica internazionali.
Si tratta indubbiamente di dati positivi che, però, costituiscono solo l’inizio. Si deve infatti fare molto di più, soprattutto sul versante della occupazione che, nonostante i dati positivi relativi all’anno appena trascorso, costituisce ancora un vulnus inaccettabile. Il governo, quindi, deve continuare sulla strada delle riforme, come già sta facendo, ma deve porre al centro della propria agenda lo sviluppo delle aree depresse del Paese. Il Meridione, in particolare, deve ritornare ad essere il fulcro della politica economica nazionale, e per realizzare questo obiettivo servono investimenti ed una strategia coordinata, che unisca lo Stato centrale e le autorità locali. Il Sud ha bisogno di infrastrutture,  per cominciare finalmente una spirale virtuosa e questo necessariamente richiede un accordo globale che coinvolga anche i comuni e le regioni. Per fare tutto ciò ovviamente servono risorse, che devono essere reperite non soltanto con risparmi sulle spese, ma anche con una politica economica orientata alla crescita e, in tale contesto, con una nuova politica europea che privilegi finalmente lo sviluppo rispetto all’austerity. 
Su questo aspetto il premier Renzi si è per la verità già mosso, con le sue continue richieste di flessibilità. Bisogna però anche qui fare di più. È necessario creare un asse con gli altri Paesi europei che chiedono sviluppo, come la Grecia, la Francia e la Spagna. Si tratta della vera sfida che il governo Renzi deve affrontare, visto che l’attuale situazione economica, con il basso costo del petrolio ed il quantitative easing rappresenta una occasione irripetibile.