Nuovo Redditometro: si cambia ancora. Ma non è sufficiente

Nuove modifiche ai criteri di applicazione del redditometro. L’Agenzia delle Entrate si è resa conto degli effetti negativi del sistema messo a punto e cerca di correre ai ripari.
Il redditometro non sarà una specie di studio di settore per famiglie, ma sarà uno strumento utilizzato solo per verificare il reddito di contribuenti che abbiano fatto spese clatanti e poco in linea rispetto alla dichiarazione dei redditi.
Solo in questo caso il contribuente sarà chiamato per un contraddittorio che precederà l’avviso di accertamento. In quella sede gli ispettori del fisco potranno chiedere chiarimenti anche su altre spese e verranno considerate le spese medie Istat e si vedrà quali di esse potranno essere imputate al contribuente con sufficiente ragionevolezza.
Con queste modifiche lo strumento appare meno invasivo e meno soggetto ad errori a danno dei contribuenti.
Rimangono alcuni dubbi. Il più evidente è che andrebbe precisato cosa significa “spese eclatanti”, anche per ridurre la discrezionalità della Agenzia delle Entrate: Discrezionalità che è deleteria non solo per i contribuenti ma anche per la stessa Agenzia che, senza parametri oggettivi, rischia di concentrare la sua attività su evasori marginali, e di non perseguire i casi di evasione più gravi che richiedono maggiore impegno e indagini più complesse.