MOVIMENTI DI ESTREMA DESTRA, UN PERICOLO PER L’EUROPA

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L’OPINIONE
di Nicola Tranfaglia Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Torino L’anno scorso mi accadde di discutere a Bologna con un amico, Andrea Mammone, che insegna alla Kingston Università di Londra (e che aveva pubblicato dall’editore Roudlege uno studio sulla destra in Europa) sui pericoli che si stanno addensando, nella maggior parte dei paesi del grande continente, sul lato  destro degli schieramenti politici  dove si assiste da alcuni anni alla crescita, sempre più estesa, di formazioni di estrema destra che arrivano al governo e battono regolarmente le forze di centro-sinistra. Oggi arriva un sondaggio (ancora poco  significativo, data  la distanza che ci separa  dalla scadenza delle elezioni europee previste  per il  prossimo anno) condotto dal settimanale di sinistra Le Nouvel Observateur che pone nelle intenzioni di voto  il Front National di Marine Le Pen – la figlia del fondatore del movimento – al primo posto tra i partiti francesi con il 24 per cento con l’altra formazione di destra, l’UMP di origine gollista, al 22 per cento e il partito socialista che ha espresso l’attuale presidente Hollande al 19 per cento.

E qualcuno ricorderà che nel 2002, poco più di dieci anni fa, Jean Marie Le Pen – considerato un candidato quasi marginale – eliminò il candidato socialista Lionel Jospin al primo turno delle elezioni presidenziali. Di qui nasce l’allarme creato, non soltanto in Francia, dai risultati del sondaggio appena reso noto dal settimanale francese.
Vero è che le incertezze e i contrasti di accenti tra i vari ministri dell’attuale esecutivo di Hollande con sbandamenti di linea come la campagna contro i rom del ministro Manuel Valls non fanno che favorire l’abile campagna di una leader sperimentata come Marine Le Pen, che ha cercato di porre in secondo piano il vecchio antisemitismo del padre, e puntare semmai contro il fondamentalismo antioccidentale dei leader islamisti asiatici e sulla difesa abile dell’identità francese. Sicché personaggi importanti del cinema e dello spettacolo, veri idoli della società francese come il notissimo attore Alain Delon sceglie un momento come questo per confessare all’opinione pubblica che è sempre stato gollista e che oggi  è contento dell’avanza del Front National. 

Del resto ha appena vinto in Germania la leader del CDU Angela Merkel che ha sbaragliato i socialdemocratici e deciderà, ma non oggi semmai alla vigilia della riunione del parlamento tedesco prevista il 22 ottobre prossimo, se sciogliere la riserva e allearsi con il SPD o se optare invece per l’accordo con i Verdi.
Chi conosce da molto tempo la politica tedesca prevede che, alla fine, la grande coalizione CDU-SPD si farà di nuovo e che i socialdemocratici finiranno per accettare  gli accordi che la Merkel può imporre loro da una posizione di forza e dopo elezioni in cui il ruolo personale della cancelliera ha  contato molto più che nelle elezioni precedenti.  Finiamo allora per trovarci in un continente nel quale i maggiori paesi sono alle prese, probabilmente subito dopo le elezioni europee (e in Italia potrebbe avvenire anche prima, a giudicare dai contrasti crescenti tra i due partiti di governo) a nuovi scontri elettorali con un esito incerto e con un indubbio progresso delle forze di destra, soprattutto a causa delle lotte interne nei partiti della sinistra e della loro costante  difficoltà di scegliere i loro leader, vecchi o nuovi che siano? Non è una prospettiva incoraggiante.