MINISTERO DEL LAVORO NELLA BUFERA. DATI ERRATI SUI NUOVI CONTRATTI

Ministro del Lavoro Poletti

Il ministero del Lavoro è finito ancora una volta nella bufera per un errore nel conteggio dei posti di lavoro. Un errore grave, anche perché le giustificazioni del Ministro Poletti non sono affatto convincenti. E non può certamente essere sufficiente che, come dice Renzi, Poletti gliene abbia cantate quattro in privato ai responsabili. Quando il ministero competente dice che ci sono stati fra gennaio e luglio 630 mila nuovi contratti, invece dei 327 mila che sono nella realtà è la credibilità del ministero che è in gioco.
Ministero che è stato già coinvolto nello scandalo degli esodati, con numeri che sono cambiati per anni senza che si riuscisse mai a giungere a un dato certo. La ex ministra Fornero non è molto attendibile. Però, quando dice che sugli esodati le erano stati forniti numeri inesatti è difficile non crederle.
E quanti altri errori sono stati fatti di cui non si ha notizia?  Il  ministero del Lavoro, peraltro, adempie ad attività molto più complesse di una semplice raccolta dati. Se si fanno errori sulle addizioni, quali garanzie abbiamo sulle altre elaborazioni che escono da quelle stanze. Quanto sono credibili i disegni di legge che vengono preparati da quelle strutture che sono inciampate su delle semplici somme?  E le analisi dei costi, le previsioni i decreti, le circolari sui tanti problemi della previdenza o del lavoro che livello di affidabilità possono avere?
No, il ministro Poletti non può limitarsi ad alzare la voce in privato. 
Deve spiegare cosa è successo, sanzionare chi ha sbagliato e prendere provvedimenti per restituire agli uffici del ministero un minimo di efficienza e di credibilità.