MIGRATION COMPACT: LA RICETTA ITALIANA PER FAR FRONTE ALL’EMERGENZA MIGRANTI. SÌ DALLA COMMISSIONE UE.

Matteo-Renzi

Sull’emergenza immigrazione i dati dell’OIM, organizzazione internazionale per le migrazioni, parlano chiaro: gli sbarchi sulle coste italiane sono aumentati del 25 per cento rispetto all’anno 2015 e solo nelle ultime settimane sono circa seimila i migranti arrivati in Italia. Proprio per far fronte all’emergenza immigrazione il governo italiano ha messo nero su bianco un documento che, già inviato ai presidenti della Commissione e del Consiglio Ue Jean Claude Juncker e Donald Tusk, dovrebbe essere analizzato e discusso in occasione della prossima riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione.
Si chiama “Migration Compact” ed è la ricetta italiana per cercare di fermare i flussi di migranti. Il documento prevede in particolare uno schema di accordo con i paesi di origine e di transito, che richiede anche un forte impegno finanziario da parte dell’Ue; impegno che potrebbe essere assolto attraverso una redistribuzione delle risorse già allocate dal budget europeo, ma anche con Eurobond. In altre parole, il progetto prevede una cooperazione mirata e rafforzata con i paesi terzi di provenienza e di transito dei flussi, con fondi destinati ai primi per bloccare il flusso di partenze, e ai secondi per bloccare il passaggio sul proprio territorio.
Il concetto, dunque, non cambia: la soluzione al problema migranti va cercata all’unanimità. La proposta del governo italiano prevede progetti di investimenti da parte della Ue nei paesi terzi, in particolare, in quelli africani, come cooperazione sul fronte della sicurezza e la creazione di strumenti per facilitare l’immigrazione legale. A fronte di questi investimenti l’Europa chiederebbe ai paesi di origine e di transito dei migranti una collaborazione sul controllo dei confini, la cooperazione per quanto riguarda i rimpatri, l’applicazione di sistemi di asilo nazionali e la lotta comune ai trafficanti. 
La proposta ha riscosso il consenso della Commissione europea. Al momento, la Germania è contraria. Ma è una posizione debole. La risposta di Renzi è stata lapidaria: “Se Berlino ha soluzioni diverse ce le dica”.