MIGRANTI, PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L’ITALIA. MA IL PROBLEMA È IL BOICOTTAGGIO AL PIANO DI REDISTRIBUZIONE DEI PROFUGHI

Jean Claude Juncker

La notizia che la Commissione Europea ha attivato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la mancata identificazione dei migranti, ha destato numerose polemiche. Dopo le durissime reazioni del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha risposto duramente alle affermazioni europee. In particolare, Bruxelles contesta all’Italia il fatto di non effettuare una identificazione anche coatta dei migranti che, secondo l’Unione, dovrebbero essere costretti anche con la forza a lasciare le impronte digitali ed alla fotosegnalazione. La questione si presenta quindi come controversa.
Se da una parte, infatti, L’UE anche per ragioni di sicurezza ha la necessità di verificare chi entra in Europa. Però attivando la procedura di infrazione dimostra di non tenere conto della condizione di difficoltà in cui le autorità italiane si trovano ad operare. Gli arrivi sono, infatti, continui ed i migranti spesso arrivano in condizioni fisiche pessime. Si tratta di una situazione estremamente complicata, per cui l’Italia fa tutto il possibile, utilizzando solo i propri fondi e senza che dall’Unione, al di là delle dichiarazioni di massima, sia arrivato fino ad ora il supporto promesso. Non bisogna dimenticare, come ha giustamente in passato sottolineato il Ministro dell’Interno Alfano, che se l’Italia sta cercando di attivare i propri centri di identificazione, la redistribuzione dei migranti promessa dall’Europa procede fino ad ora veramente a rilento. Se ci sono Paesi che non stanno rispettando le promesse fatte, tra questi sicuramente non c’è l’Italia. Ci sono, invece, gli Stati del Nord e dell’Est europeo, che non hanno tenuto fede al patto di accogliere i migranti arrivati sulle coste di Grecia e Italia. L’Europa a guida tedesca, però, ancora una volta si dimostra miope e incapace di risolvere i problemi. 
Serve una maggiore collegialità e più rispetto per i bisogni e per le necessità dei Paesi mediterranei.