MARINE LE PEN DEVE RESTITUIRE AL PARLAMENTO UE 339 MILA EURO. L’UFFICIO ANTIFRODE: USO IMPROPRIO DELLE RISORSE PARLAMENTARI

Marine Le Pen

Il Parlamento europeo reclama da Marine Le Pen 339 mila euro, in quanto accusata di uso improprio delle risorse parlamentari. Si tratta di soldi che la leader del Front National avrebbe percepito da Strasburgo, nell’ambito dei benefit per finanziare la propria attività di europarlamentare, ma che, invece, secondo l’accusa, sarebbero stati usati per scopi diversi. La nuova tegola giudiziaria per la leader del partito di estrema destra francese arriva direttamente dall’authority anticorruzione della Commissione Europea (Olaf), che ha il compito di indagare su sprechi e truffe all’interno degli organi dell’Unione. L’accusa dell’ufficio Antifrode Ue parla chiaro: Marine Le Pen è accusata di aver infranto le regole del Parlamento e nello specifico avrebbe assunto due assistenti, Thierry e Catherine Légier Griset, per svolgere lavori non parlamentari pur essendo pagati dall’istituzione della Ue.
I due, formalmente assunti dal Parlamento Europeo e pagati con gli stessi soldi, di fatto, non si occupavano dei lavori parlamentari come previsto dal contratto, ma avrebbero lavorato esclusivamente per il partito. La somma di 339mila euro sarebbe il totale di soldi destinati ai contratti e agli stipendi dei due collaboratori. 
Alla Le Pen era stato concesso di saldare i propri debiti entro il 30 settembre: Klaus Welle, segretario generale del Parlamento, le aveva scritto nel mese di settembre, chiedendo la prova che i suoi assistenti rispettassero i termini del loro rapporto di lavoro. Le era stato dato un mese per rispondere, ma non è mai giunta risposta. Se la leader del Front National non ridarà volontariamente i soldi al Parlamento, il regolamento prevede che una certa somma venga trattenuta dal suo stipendio mensile. Il suo avvocato ha negato le accuse e ha aggiunto che la leader del Front National intende fare ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea. La Le Pen non è l’unica europarlamentare ad avere problemi di questo tipo. Va ricordato che anche il padre di Marine, Jean-Marie, ex capo del Front National ed eurodeputato, è stato accusato nel mese di giugno di abuso di risorse e gli è stato ordinato dall’Europarlamento di rimborsare 320 mila euro pagati ad un suo assistente parlamentare. Anche altri tre altri eurodeputati, Sophie Montel, Dominique Bilde e MylèneTroszczynski, sono stati sottoposti alle procedure per recuperare i fondi legati al presunto uso improprio di assistenti parlamentari.