LOTTA ALL’ISIS, GLI USA CHIEDONO DI PIÙ ALL’ITALIA. IL GOVERNO INVIERÀ ALTRI SOLDATI IN IRAQ

Diga di Mossul

L’Italia manderà altri soldati in Iraq. Non si fa attendere la risposta del governo italiano alla richiesta avanzata dagli Stati Uniti, che, proprio pochi giorni fa e per bocca del segretario di Stato John Kerry, ha chiesto un maggiore coinvolgimento del nostro Paese nella lotta all’Isis, non solo in Libia, dove l’Italia dovrebbe essere alla guida della coalizione internazionale, ma anche in Irak, dove i terroristi sono ancora minacciosi, nonostante le sconfitte subite nei mesi scorsi.
La decisione di incrementare il contingente militare italiano sul suolo iracheno sarà ufficializzata nel prossimo Consiglio dei ministri. Per il momento saranno 130 i soldati che partiranno alla volta di Erbil, terreno di scontro tra l’esercito iracheno e lo Stato islamico: inevitabilmente questo significa non solo un incremento di costi legato a questa operazione di politica estera, ma soprattutto il rischio sempre maggiore che in quei territori vengano uccisi altri soldati italiani che andrebbero a sommarsi a quelli caduti in passato. 
I 130 soldati si aggiungono a un già cospicuo numero di italiani presenti in Iraq. Sullo scenario iracheno infatti sono già operativi, con diversi compiti, circa 700 militari del nostro Paese. Inoltre, altri 450 soldati, per decisione del governo italiano adottata nei mesi scorsi, dovrebbero occuparsi della protezione della ditta Trevi di Cesena, incaricata del restauro della diga di Mosul. 
Va ricordato che il contingente a difesa della diga dovrà raggiungere il campo di operazioni solo quando inizieranno i lavori della ditta Trevi. Invece, i 130 militari di cui all’intesa con Kerry dovrebbero  partire in tempi brevissimi. Si arriva così a quota 1300 uomini italiani circa in Iraq: una cifra che colloca il nostro Paese al secondo posto, in termini di consistenza numerica, nello schieramento internazionale contro il Daesh. L’Italia, infatti, con 1300 soldati impegnati in Iraq è seconda solo agli Usa che impiegano un contingente di 3700 uomini.