LO SCIVOLONE DI BERLUSCONI SU MUSSOLINI

Silvio Berlusconi



di Antonio Formisano

A poco servono le correzioni del giorno dopo. La gaffe (volendola chiamare così), eppure grossa, è stata fatta. Ancora una volta Silvio Berlusconi non perde occasione per far parlare di sé, guadagnandosi una moltitudine di critiche che arrivano da più parti. Dalla politica, dalle Istituzioni e dalla società civile. È lecito pensare, tra l’altro, che non si sia trattato solo di una gaffe, di un fraintendimento, ma che si tratti invece della vera indole di Berlusconi, del suo reale pensiero.
Sta di fatto che l’ultima infelice battuta del Cavaliere su Mussolini, sul fascismo e sulle leggi razziali (“Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene” ndr), rappresenta un vero e proprio scivolone di comunicazione politica per l’ex premier. Che in campagna elettorale non è di sicuro una buona mossa.
Dire che Mussolini, al di là delle leggi razziali, è stato un buon dittatore e ha fatto bene all’Italia, e soprattutto dirlo  nel giorno in cui l’Italia tutta è chiamata a commemorare le vittime causate proprio da Mussolini e le leggi razziali, è infelice e fuori luogo. Se non altro, per il luogo e il momento in cui queste cose sono state dette. In altre parole, l’ha fatta grossa Berlusconi, sbagliando non solo la sua triste affermazione, ma anche il modo, il tempo e il luogo dove poterla rilasciare. L’ha fatta grossa al punto tale che i più se ne sono resi conto.

Perché per un Brunetta o una Gelmini che arrivano a sostegno della sua tesi, riuscendo a definire addirittura “di buonsenso” le sue parole, c’è un coro di critiche e di proteste che arrivano, e a buon ragione, all’ex premier. Ad iniziare dall’Ue che ne prende le distanze e, per bocca della commissaria Ue, palesa la sua indignazione e mette in guardia da chi, come Berlusconi e chi lo segue, nutre odio razziale (“Nelle politiche europee, nei parlamenti europei e persino in alcuni governi ci sono partiti e voci che nutrono questo tipo di odio. È preoccupante. Per questo è necessario che tutti i leader politici prendano posizione contro” ha infatti tuonato Cecilia Malmstrom).
Unanime arriva la condanna a Silvio Berlusconi,  anche in Italia, dove a partire da Monti, passando per Ingroia, fino ad arrivare agli altri leader partitici, tutti puntano il dito contro il Cavaliere: e dove del caso è stata investita anche la Magistratura. Sulle sue affermazioni un esposto è stato presentato alla Procura di Roma da Gianfranco Mascia, candidato alla Regione Lazio per Rivoluzione Civile.