LIBIA, IL PARLAMENTO DI TOBRUK CONTRO IL GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE. NECESSARIO UN INTERVENTO FORTE DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

Fayez al Sarraj

La situazione in Libia diventa sempre più delicata. Quando sembra che si vada verso una schiarita, c’è subito un fatto, una dichiarazione o una presa di posizione che riporta la soluzione della crisi in alto mare, come se ci fosse una regia occulta che orienta gli eventi verso il caos.
Il governo di Farraj aveva ottenuto, nelle ultime settimane, due successi significativi: la riconquista, pressoché completa di Sirte e l’appoggio esplicito degli Stati Uniti.
Sembrava delinearsi un consolidamento del potere dell’Esecutivo di unità nazionale. Invece, come un fulmine a ciel sereno, è giunta la riunione del Parlamento di Tobruk che ha votato la sfiducia, facendo rinascere tutte le incognite sull’esito della vicenda.
È una complessa partita a scacchi quella che si gioca sulla sponda sud del Mediterraneo.
Farraj, con la riconquista di Sirte, aveva ottenuto una grande vittoria strategica, privando l’Isis  della propria base operativa libica e, al contempo, rafforzando il  prestigio del proprio Esecutivo.
E, non a caso, gli Stati Uniti si erano esposti, schierando i propri aerei a sostegno dei combattenti di Misurata scesi in campo con il governo di unità nazionale. 
Ovviamente, il rafforzamento dell’esecutivo aveva riflessi anche sul fronte interno e avrebbe potuto costringere la fazione che domina in Cirenaica a un’intesa obbligata che avrebbe portato alla riunificazione del Paese.
Di qui, la mossa del Parlamento  di Tobruk di votare la sfiducia al governo di Tripoli, con una riunione convocata, a quanto pare, con modalità non ortodosse e che ha visto, comunque, la maggioranza dei parlamentari schierata per l’astensione o per la non partecipazione al voto.
Al di là degli aspetti formali, però, la mozione di sfiducia indebolisce sicuramente la posizione di Farrj e ridà vigore all’ipotesi di una spartizione della Libia. È da ricordare che qualche giorno prima del voto, è stata diffusa una dichiarazione del Presidente dell’Egitto, Al Sisi, di appoggio al Parlamento di Tobruk e al generale Haftar. Così come è noto che la Francia continua a sostenere, anche con uomini sul campo le forze che controllano la Cirenaica.
Alla luce di questi fatti è evidente che il governo Farraj ha bisogno di un supporto ancora più forte da parte della comunità internazionale.
La pacificazione della Libia e un accordo con Tripoli sono essenziali, al di là delle valutazioni di politica economica, per contenere il fenomeno dei migranti. 
Però, il supporto deve essere su nuove basi.
Ormai, bisogna prendere atto che è necessario un accordo con Haftar e con i paesi che lo sostengono. 
La coalizione occidentale che ha scelto Farraj come interlocutore privilegiato ha strumenti sufficienti per intervenire su Al Sisi e, per suo tramite, convincere l’uomo forte di Tobruk a raggiungere un’intesa con il governo di unità nazionale.
In questo momento una pressione diplomatica autorevole è più efficace di qualsiasi opzione militare.