LE RESPONSABILITÀ DEL CENTRO-SINISTRA NEL DOPO BERLUSCONI

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L’OPINIONE  di Nicola Tranfaglia Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Torino

Ce la faranno i senatori a votare la decadenza del senatore Silvio Berlusconi, a votare contro il tre volte presidente del Consiglio, il presidente in pectore della nuova Forza Italia, l’uomo che ha portato in Italia il populismo autoritario e, negli ultimi vent’anni, ha governato più di tutti gli altri nel bel paese? C’è più di uno tra i miei amici e compagni di fede politica per il centro-sinistra, guidato dal partito democratico, a dubitare che la cosa a fine novembre possa avvenire senza problemi. E non soltanto per due ragioni che appaiono chiare a tutti in questa calda fine di ottobre.La prima è che il ddl Severino sulla decadenza è passibile di interpretazioni diverse (ma questo vale per gran parte delle centocinquantamila leggi che popolano il nostro ordinamento e chi, come chi scrive, ha studiato diritto per molti anni non può dimenticarlo), di diverse interpretazioni che avvocati di notevole qualità, come quelli che sono intorno al Cavaliere di Arcore, sapranno sottoporre, prima ai senatori, e poi ai giudici nei molti processi che lo vedono protagonista. La seconda riguarda le modalità del voto.

Ho seguito con attenzione la querelle che si è svolta nei giorni scorsi in Parlamento sull’adozione del voto, segreto oppure no, nella nostra Camera Alta. Ora mi sembra che gli avversari di Berlusconi non si rendano conto adeguatamente di due elementi che sono molto chiari per chi conosca la storia  italiana. Innanzitutto che l’inquinamento politico nel nostro paese è  molto più alto di quello che caratterizza la scena europea. E che dunque la garanzia che in parlamento si riproduca la scena indegna che caratterizzò qualche tempo fa i franchi tiratori sull’elezione di Romano Prodi (per fare solo un nome) è sempre possibile o addirittura probabile. In secondo luogo che, anche qualora abbia luogo effettivamente la decadenza di Berlusconi dalla sua carica attuale, il centro-sinistra non avrà ancora chiuso i conti con il Cavaliere: sia perché non passa giorno purtroppo che non ci siano incriminazioni o indagini giudiziariennei confronti di esponenti di rilievo del Partito democratico (l’ultima nei confronti di Sergio Chiamparino, ex sindaco per dieci anni di Torino, mi ha sorpreso moltissimo, conoscendone l’onestà personale e politica  da molti  decenni) sia perché Berlusconi rimarrà  in ogni caso il leader della destra italiana, dentro o fuori il parlamento nazionale.  Di qui la necessità di un’azione più efficace sui programmi come nella scelta delle persone da parte del partito democratico e del centro-sinistra per mettere fuori gioco il  populismo che domina ancora nel nostro paese. Ieri mi è capitato di parlare in una riunione a Torino che rievocava personaggi come Bobbio, Galante Garrone, Venturi, Agosti e mi sono accorto, quasi senza volerlo, di provare una certa nostalgia per il passato. Atteggiamento e stato d’animo pericolosi ma quasi inevitabili di fronte a quel che ci capita di ascoltare e di leggere ogni giorno sugli schermi televisivi e sulla stampa quotidiana.