LE PENSIONI DEL FUTURO E LA PRECARIETÀ DEL LAVORO

Manifestazione per le pensioni

Dopo la pubblicazione delle proposte sul lavoro e sulla staffetta generazionale abbiamo ricevuto moltissimi contributi, articoli, lettere, di nostri collaboratori e lettori, che volevano esprimere le loro valutazioni sul tema.
Pubblichiamo uno degli interventi più significativi (e.n.) 

I figli sono partiti peggio dei padri con lavori precari rispetto ai lavori sicuri e stabili e finiranno purtroppo ancora peggio al momento di messa in quiescenza dal lavoro.
Infatti, come noto, siamo passati  ai fini del calcolo della pensione dal sistema retributivo a quello contributivo. Il che significa che in luogo del calcolo degli ultimi dieci anni di lavoro, si applicherà una percentuale di reddito pensionistico sulle reali somme percepite e versate in un intero arco di tempo di lavoro. Le conseguenze sono evidenti. Basti pensare che oggi un giovane quando è fortunato inizia a lavorare verso i trenta anni con lavori ad intermittenza e quindi con bassi tenori retributivi che si ripercuoteranno sul calcolo finale previdenziale.

In sostanza i nostri giovani devono lavorare di più, essere sempre più produttivi per guadagnare di più e versare di più. Va anche considerato in questo momento, e pochi si soffermano a riflettere, di quanto sia importante l’aiuto degli immigrati che versano contributi destinati a favorire i lavoratori italiani.
Ad ogni buon fine in una visione più rosea possibile si potrebbe evitare tale enorme problema provvedendo a procurarsi delle pensioni integrative che, però, ci si chiede, “sic stantibus rebus”,   con quali soldi potrebbero essere pagate.
Per fare degli esempi schematici in un futuro fermo ad oggi la situazione previdenziale dei giovani sarebbe più o meno la seguente :

A)     Pensionati 2020 – base pensionabile pari al 62% della retribuzione
B)     Pensionati 2030 – base pensionabile pari al 55% della retribuzione
C)     Pensionati 2040 – base pensionabile pari al 48% della retribuzione.

A questo punto urge un patto generazionale, qualche sacrificio da parte dei pensionandi di oggi. Lasciare prima il lavoro a tempo pieno per un lavoro part-time, finalizzato a liberare posti di lavoro per i giovani  e  a rendere più dignitosa la vita dei figli e dei nipoti.