LA RIVOLTA DI GORO È UNA NOTA STONATA. MA L’ITALIA È UN ESEMPIO DI SOLIDARIETÀ PER TUTTA L’EUROPA PER L’ACCOGLIENZA AI MIGRANTI

Le barricate di Goro

La vicenda di Goro è stata un brusco risveglio per l’Italia. Il nostro Paese ha salvato in questi anni centinaia di migliaia di profughi andandoli a prelevare addirittura lungo le coste della Libia e assicurando loro tutta l’assistenza necessaria e, soprattutto, manifestando una vicinanza e una solidarietà di cui i migranti hanno grande bisogno, ancora prima che degli aiuti materiali, per dimenticare le infelici esperienze della loro fuga dalle guerre e dalla fame.
Lampedusa è un esempio per tutta l’Europa per quanto ha fatto in termini di accoglienza. E non  a caso Papa Bergoglio ha voluto cominciare da Lampedusa le visite pastorali del suo Pontificato. 
Eppure Lampedusa è un’isola che vive di turismo e i suoi abitanti potrebbero avere motivo di temere ripercussioni negative sui flussi turistici dalla presenza dei profughi. Ma lo spirito di solidarietà ha sempre prevalso. Così come, proprio pochi giorni fa, Napoli ha dato prova di grande civismo quando sono sbarcati centinaia di migranti. I volontari che si occupano dell’assistenza, in poche ore, sono stati sommersi di aiuti di ogni genere, vestiario, cibo, scarpe, giocattoli, tanto che il comune ha invitato a non portare più abiti in quanto ne erano stati raccolti molti di più di quanti ne fossero necessari.
Peraltro, il centro di accoglienza al quale sono stati avviati non è un lager isolato di periferia ma è il Centro San Francesco di Marechiaro, che si trova in una delle aree più belle della città partenopea.
È una lezione di civiltà per l’Europa quella che si leva da Lampedusa, da Napoli e da tante altre città del nostro Paese. Se Renzi può fare la voce grossa con Bruxelles e con alcuni paesi che si sono segnalati per la rozzezza dei muri e per la meschinità delle posizioni politiche, nonché per l’ingordigia con cui approfittano degli aiuti della UE, il merito è della generosità degli italiani. Una generosità che ha evitato in questi anni centinaia di migliaia di morti, di cui l’Unione europea sarebbe stata considerata responsabile morale davanti alla opinione pubblica di tutto il mondo.
Una generosità che trae origine dalle tradizioni e dalla storia del nostro popolo. Senza voler fare della retorica, non si può non ricordare, di fronte alle bassezze e alle visioni grette di cui tanti governanti stanno dando prova davanti al fenomeno dei migranti, che nel 212 d.C. (milleottocento anni fa) l’imperatore Caracalla estese la cittadinanza romana a tutti i popoli dell’Impero. E la cittadinanza romana valeva qualcosa in più dell’ingresso nella piccola Ungheria di Orban o nella decadente Gran Bretagna della Brexit.
Renzi e Padoan hanno ragione. L’Unione europea è a un crinale molto pericoloso e rischia di imboccare un declino senza ritorno. 
L’Italia, anche se non è un Paese modello per i conti pubblici, è la nazione più avanzata sul fronte degli ideali e dei valori sui quali sono state fondate prima la Comunità e poi l’Unione europea. Lo spirito di Ventotene non è uno slogan, è una cosa seria. Solo su quello spirito e su quei valori, non sui decimali di punto dei contabili di Bruxelles,  si può rilanciare la costruzione europea. 
Ma, in questo discorso, Goro che alza le barricate contro dodici donne indifese è una nota stonata. È una rivolta che non ha alcuna giustificazione, che è riprovevole sul piano etico e che, tra l’altro, indebolisce la posizione dell’Italia nei confronti dell’Unione. È necessario cancellare con immediatezza la macchia della rivolta di Goro, delle barricate contro i deboli e contro gli emarginati. 
Siamo convinti, comunque, che è stata una piccola minoranza a fomentare la protesta e che di fronte a una richiesta di aiuto più meditata la reazione di quella comunità sarà in linea con le tradizioni di solidarietà proprie del nostro Paese.