LA LEGA CONTRO TUTTO IL MONDO CIVILE. L’EUROPA APRE AI MIGRANTI

Migranti

La reazione rabbiosa di Salvini agli sviluppi della vicenda migranti dimostra tutta la inadeguatezza del personaggio. Per quanto la politica si sia degradata in questi anni, un programma a colpi di twit e di magliette non poteva non avere un corto respiro.
Cavalcare le paure della parte più debole della popolazione consente di raccattare qualche punto nei sondaggi e qualche voto nelle urne ma non aiuta a trovare una strategia finalizzata alla risoluzione dei problemi.
I migranti sono un problema molto complesso che investe le politiche estere e le politiche economiche dei più importanti paesi del mondo.  
Pensare di risolverlo affondando qualche barcone o usando le ruspe contro i centri di accoglienza è, semplicemente, ridicolo. Così come è inadeguato costruire muri destinati ad essere abbattuti, come quello di Orban che ha resistito solo 24 ore. Ma il primo ministro ungherese, che è conosciuto per le sue capacità di rimodulare la propria linea con grande disinvoltura,  appena ha visto che la Merkel era con lo schieramento avverso, ha immediatamente inviato i pulmans a raccogliere i profughi che si erano avviati a piedi verso l’Austria. 
Salvini, invece, non ha capito e ha continuato nella intransigenza anche quando il vento della solidarietà ha cominciato a spirare con forza, mettendo a tacere paure e strumentalizzazioni. Sarebbe bastato mettere in fila le notizie per rendersi conto che le posizioni di chiusura erano insostenibili: il  Papa mobilitava le parrocchie, i volontari austriaci organizzavano cortei di auto per organizzare spedizioni di soccorso, dodicimila famiglie islandesi si offrivano di ospitare un profugo, il primo ministro finlandese metteva a disposizione la sua casa di campagna per l’accoglienza, il segretario generale dell’ONU lanciava un pubblico appello contro le xenofobia, perfino la Gran Bretagna, che è su un percorso che potrebbe portarla fuori dalla UE, era costretta a un gesto di solidarietà.
Ma Salvini non era in grado di cambiare linea perché non ne aveva mai elaborata un’altra, per cui ha spinto il suo partito in una situazione senza via di uscita. La Lega contro tutto il mondo civile rappresenta il punto di arrivo di una serie di campagne di esacerbazione del malessere e di strumentalizzazione delle paure che non poteva non concludersi con una débacle senza precedenti sia dal punto di vista umano che da quello politico.
Non avere saputo valutare la forza delle immagini del bambino morto sulla spiaggia significa, per il leader della Lega,  non essere nemmeno in grado di cogliere le reazioni della rete agli eventi. 
Fortunatamente, Salvini rappresenta solo una piccola minoranza del popolo italiano numericamente e territorialmente circoscritta. La quale, prigioniera delle sue paure, non si rende conto che l’apertura della Merkel non ha solo scopi umanitari ma è anche una scelta di politica economica che pone le basi per una nuova fase di espansione dell’economia tedesca.
Le politiche di chiusura, spesso, non danneggiano solo chi le subisce ma anche chi le pratica. Non a caso, la Germania, in dieci anni, ha tratto dal sottosviluppo le aree ex comuniste con una coraggiosa politica di massicci investimenti pubblici sulla quale ha costruito l’attuale fase di espansione. Mentre l’Italia, con il primo governo Berlusconi, sottoscrisse il famigerato accordo Pagliarini – Van Miert che tagliò tutti gli incentivi fiscali al Mezzogiorno, affossando, nel contempo, le regioni del Sud e l’intera economia nazionale.