ISTRUZIONE, ALBANESE: “NECESSARIA UNA COSTITUENTE DELLA SCUOLA”

Argia Albanese

La candidata alla Camera di Centro Democratico in Liguria lancia le proposte per la riforma della scuola: “Un nuovo patto tra il sistema dell’istruzione, il mondo del lavoro e le politiche degli enti locali”.

«La scuola e l’università italiana hanno bisogno di una cura da cavallo per uscire dalle sabbie mobili in cui stanno sprofondando da almeno dieci anni. Un passo fondamentale per una riforma radicale del sistema dell’istruzione è la promozione di una Costituente per la scuola, che offra soluzioni radicali al circolo vizioso delle “toppe” alle continue emergenze, a cui ci hanno abituato i governi di Berlusconi prima e Monti poi». Così Argia Valeria Albanese, insegnante e candidata alla Camera in Liguria e Piemonte 2 per Centro Democratico.
«Le dichiarazioni di questi giorni di Monti, che propone la riduzione dei giorni di vacanza come panacea per un sistema scolastico ormai inadeguato, denotano l’assoluta distanza dalle reali esigenze del mondo della scuola. Esistono piani formativi che non possono essere accorciati o allungati a piacimento, ma sono stati realizzati in base a precisi obiettivi educativi.

Piuttosto sarebbe opportuno costituire una rete tra tutti i soggetti educativi, creando un sistema di sussidiarietà orizzontale che veda riconosciuti i ruoli delle associazioni del territorio e della famiglia che possono lavorare in sinergia con il mondo della scuola e consentire un migliore efficientamento di tutto il sistema dell’istruzione, nel pieno sviluppo di quell’autonomia scolastica interrotta bruscamente dai ministri Gelmini e Profumo».
Sulla distanza tra mondo del lavoro e università, Albanese spiega: «Secondo l’Ocse, l’Italia è penultima in Europa per numero di laureati. Dato ancor più sconfortante riguarda il salario medio dei “dottori” italiani: praticamente identico ai coetanei diplomati. Una tendenza questa che scoraggia i giovani a continuare gli studi e infoltisce le schiere dei Neet, che non lavorano e non studiano.
Guardando i dati Almalaurea diffusi dall’Università di Genova fa riflettere come il guadagno medio dei neo laureati liguri sia sceso negli ultimi due anni da 1.062 euro a 1.025.
Per salvare i nostri giovani dalla condanna di essere “ la generazione da mille euro”, quando va bene, e nel contempo combattere la piaga della disoccupazione giovanile, è di urgente necessità un nuovo patto tra il sistema dell’istruzione, il mondo del lavoro e le politiche degli enti locali. Di questo patto, i punti cardine sono: politiche efficaci di orientamento scolastico, dialogo col tessuto economico-imprenditoriale locale, transizione scuola-lavoro compreso nella didattica ordinaria, una nuova governance territoriale per migliorare l’offerta formativa puntando anche sull’istituzione di Poli per l’Istruzione tecnica superiore».