IL CENTRO DEMOCRATICO CON BERSANI PER RILANCIARE LA PRODUZIONE E L’OCCUPAZIONE

Nello Formisano

di Nello Formisano e Pino Bicchielli – Coordinatori elettorali nazionali del Centro Democratico

Pino Bicchielli

 

 

 

Quando, a fine dicembre, abbiamo fondato il CentroDemocratico pochi avrebbero scommesso sul futuro della nuova formazione politica. Costituire un partito a venti giorni dalla presentazione delle liste e a due mesi dalle elezioni poteva sembrare un atto di incoscienza destinato a sicuro fallimento. Invece, oggi possiamo dire che l’operazione ha avuto successo. Il Centro Democratico è la terza forza del Centrosinistra al fianco del Partito Democratico e di Sinistra e Libertà, con la prospettiva di essere determinante per la vittoria della coalizione.
Le nostre liste sono presenti in tutte le regioni, sia alla Camera che al Senato con politici di alto profilo e con candidati della società civile di grande prestigio che vengono dal mondo delle professioni, dall’università, dall’imprenditoria, a cominciare dal Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, già ministro della Giustizia con il governo di Romano Prodi, uno dei più autorevoli giuristi italiani.
È stato un impegno faticoso, corale, che ha visto lavorare fianco a fianco, senza soluzione di continuità,  tutti i dirigenti del neonato partito, al di là delle diverse provenienze, delle diverse esperienze e della diversa formazione.
Certo, ora bisognerà attendere i risultati delle urne per valutare il peso elettorale del partito, ma il peso politico è già definito ed è sicuramente significativo.

 

Il Centro Democratico rappresenta un centro alternativo a quello di Monti, di Casini e di Montezemolo, un centro che si caratterizza per avere scelto una precisa collocazione politica, l’ala di centro del Centrosinistra.
A differenza del terzo polo il Centro Democratico ha fatto una scelta di campo. Noi vogliamo rappresentare, in un progetto politico e in un governo di centrosinistra, quell’elettorato cattolico, liberale e riformatore che vuole coniugare rigore e sviluppo, economia di mercato e solidarietà, rispetto degli impegni europei e dei vincoli di bilancio ed equità. Vogliamo dare voce a quei cittadini che hanno accettato i sacrifici imposti dal governo dei tecnici ma vogliono la certezza che le risorse che i sacrifici producono saranno finalizzate a combattere la recessione e a stimolare la crescita, partendo dal Mezzogiorno che, contrariamente a quanto immaginano Monti e la coalizione leghista sorta intorno a Maroni e a Berlusconi, è l’unica grande opportunità di rilancio della economia italiana.  
L’obiettivo è tornare a un tasso di espansione del PIL  in linea con quello delle principali economie avanzate, per dare  una risposta positiva alla richiesta di lavoro che si leva dal Paese.
La nostra “mission” è riequilibrare al centro la coalizione di centrosinistra, bilanciando la sinistra di Vendola, e contrastando eventuali sbandamenti su posizioni antagoniste. Compito, peraltro, non difficile in quanto la coalizione attuale è molto più coesa dell’Unione di Prodi, i partiti sono solo tre e non la pletora del 2006 e Bersani è un leader riconosciuto da tutti.
Vendola non è Bertinotti e già nel governo della Puglia ha dato prova di affidabilità e di responsabilità.
Noi vogliamo rappresentare l’Italia che si riconosce nei valori della Costituzione, che crede nel lavoro, che ispira la propria vita alla serietà, alla professionalità, ai principi dell’etica pubblica, che rispetta l’ambiente, che paga le tasse, che opera per il bene comune, che vuole lottare per dare un futuro migliore ai propri figli.
Su questa piattaforma, nelle poche settimane di attività del partito, abbiamo raccolto enormi consensi fra tutti i cittadini, stanchi della demagogia, del populismo, del bipolarismo muscolare, dei partiti personali che hanno finora dominato la scena politica nella seconda repubblica.
Dalle reazioni entusiaste raccolte abbiamo avuto conferma  che il nostro partito va a riempire un vuoto di cui la società avvertiva l’esigenza da molti anni: un partito di centro che non praticasse la vecchia politica dei due forni, che avesse l’obiettivo della stabilità di governo e non dello stallo e degli equilibrismi fra una coalizione e l’altra, che riuscisse a conciliare il rigore nella gestione dei conti pubblici con l’impegno per fare uscire il Paese dalla recessione, che realizzasse un equo contemperamento  fra sacrifici ed equità.
Su questi principi e sulla piattaforma programmatica che su questi principi è stata costruita abbiamo riscontrato, nella preparazione delle liste, ampie convergenze  sia fra quei politici che vivono in continuo contatto con il territorio e che considerano la politica un servizio per i cittadini, sia nella società civile. Ricordiamo solo alcuni dei nomi più autorevoli che dal mondo delle professioni, delle università, dell’imprenditoria si sono avvicinati alla nostra formazione politica e hanno accettato la candidatura sotto il simbolo del Centro Democratico: oltre a Giovanni Maria Flick, Gianni Rivera, Achille Lucio Gaspari Gianfranco Berta, Maria  Pamela Villoresi, Cesare San Mauro, Giuseppe Marchetti Tricamo, Claudio Mazzarese Fardella Mungivera, Cristina Scaletti, Barbara Contini.
Ed è solo la prima pattuglia di adesioni molto più numerose e, tutte, altamente qualificate che sono in via di formalizzazione.
Ora, inizia la seconda fase, quella della campagna elettorale. È importante un grande sforzo comune di tutti i candidati, di tutti i dirigenti, di tutti i simpatizzanti per far conoscere il nostro progetto agli elettori e per trasformare i consensi in suffragi  elettorali al servizio del Paese e della coalizione di centrosinistra guidata da Bersani.