I VIGILI ASSENTEISTI DI ROMA VANNO PUNITI. MA IL SINDACO DEVE DARE SPIEGAZIONI

Sindaco Ignazio Marino
Il caso degli 835 vigili urbani di Roma assenti per malattia la notte di San Silvestro è un fatto grave che merita una analisi rigorosa e provvedimenti improntati alla massima severità.
Ma sicuramente non aiutano a individuare soluzioni valide né la superficialità delle analisi né le proposte estemporanee fatte solo per acquisire consensi nella pubblica opinione.
In primo luogo, sarebbe importante conoscere i fatti senza aggiustamenti strumentali ad uso dei media.
Quindi, se parliamo di assenteismo, dobbiamo partire dai dati sulle malattie isolandoli dalle altre cause di assenza.
Per i vigili urbani di Roma, come per gli altri casi che si sono verificati in questi giorni e che si verificano in continuazione, è indice di pressappochismo mischiare le infermità con le ferie e con i dinieghi a prestare lavoro straordinario. E nell’ambito delle infermità bisogna distinguere fra malattie dell’ultimo minuto e, quindi, sospette e malattie iniziate nei giorni precedenti supportate da certificati inattaccabili, magari confermati dalle visite di controllo. 
Per giunta, contrariamente a quanto si crede comunemente, le indagini più serie dimostrano che i numeri delle assenze per infermità sono analoghi nel pubblico e nel privato e che, anzi, sono più elevati fra i dipendenti privati.
Il che, tuttavia, non toglie che l’assenteismo nei servizi pubblici, soprattutto se concentrato in alcune particolari giornate, sia un  episodio grave che va combattuto con tutti i mezzi di cui l’Ordinamento dispone, applicando con fermezza la normativa vigente.
Invocare nuove leggi è un errore. Le norme ci sono. I procedimenti disciplinari e i licenziamenti sono previsti per i dipendenti pubblici come per i dipendenti privati. E un certificato falso è sicuramente motivo di licenziamento nonché di denuncia alla Autorità giudiziaria.
Però, le decimazioni non sono più in uso dalla fine della prima guerra mondiale.
Secondo le prime notizie, a Roma ci sarebbero stati 835 assenteisti. Però, sarebbero al vaglio per eventuali provvedimenti solo le posizioni di  44 vigili.
La differenza fra le due cifre è troppo elevata per non richiedere qualche chiarimento.
Gli infermi erano solo 44? O sono state 44 le visite di controllo che non hanno confermato lo stato di malattia? O sono 44 i lavoratori che non hanno giustificato l’assenza?
Non ritengono il sindaco di Roma e i responsabili del personale di dare qualche spiegazione accettabile?
Così come, visto che, comunque, il fatto è sintomo di un malessere diffuso che coinvolge un intero corpo di polizia, non sarebbe opportuno approfondire le cause di tale malcontento e analizzare con spirito critico la intera politica del personale che, dati i risultati, non può non essere considerata inadeguata e meritevole di revisione?