GRILLO NOMINA DUE FEDELISSIMI PER LA COMUNICAZIONE A 5 STELLE

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Ancora una volta Beppe Grillo decide per tutti. E nomina, senza alcun tipo di consultazione con la base, due blogger incaricati di curare la comunicazione parlamentare del Movimento 5 Stelle. Si tratta di due nomi molto conosciuti nel mondo virtuale, ma anche di due amici, e soprattutto fedelissimi, del leader del Movimento: Claudio Messora, che aiuterà il capogruppo Vito Crimi a Palazzo Madama, e Daniele Martinelli, che affiancherà Roberta Lombardi a Montecitorio.  A loro spetterà il compito di “consulenti” (così li chiama l’ex comico), che “si interfacceranno” con i capigruppo stellati di Camera e Senato. Lecito chiedersi come mai Grillo abbia deciso di creare la figura dei consulenti di comunicazione, proprio all’indomani della spaccatura nel Movimento sul voto di Pietro Grasso. Lecito chiedersi anche perché la scelta dei due nomi non sia stata supportata da nessuna consultazione democratica con la base stessa del Movimento,  ma sia stata fatto solo ed esclusivamente da Grillo.
Il sospetto è che i due debbano avere un ruolo molto più penetrante che quello di semplici consulenti della comunicazione.
Già nei primi giorni si è visto che Grillo e Casaleggio, essendo fuori dal circuito istituzionale, hanno difficoltà a condizionare i parlamentari che devono decidere giorno per giorno e, talvolta, ora per ora, la posizione da assumere in aula. Peraltro, Grillo ha sempre sostenuto che “uno vale uno” e ora avrebbe qualche problema  ad imporre ai suoi di chiamarlo per consultazioni, anche perché si trova nella posizione di un privato cittadino a fronte del quale ci sono dei deputati e senatori.

Quindi, per poter emanare con tempestività i suoi “editti” ha bisogno di qualcuno che gli comunichi in tempo reale l’evolversi delle situazioni e sia disponibile a trasmettere le sue direttive agli onorevoli cinquestellati.
Potrebbero farlo i Capigruppo che, però, sono eletti e, inevitabilmente, portati a rispondere più ai gruppi che al Capo. Per giunta, secondo le regole del Movimento, i Presidenti dei Gruppi dovrebbero cambiare ogni tre mesi, il che li rende ulteriormente inadatti allo scopo.
La soluzione, forse, sono proprio i consulenti per la comunicazione, scelti dal Capo, che probabilmente, sono destinati, almeno nelle intenzioni di chi li ha nominati, a questo ruolo anomalo di cinghia di trasmissione fra Grillo e Casaleggio e i parlamentari.
Che, poi, l’espediente funzioni è tutta un’altra storia.
Dipende dalla personalità dei parlamentari che potrebbero opporre un diniego al tentativo di teleguidarli e, anche, dalla disponibilità dei due “consulenti” che sono stati nominati ufficialmente con una funzione diversa, più autorevole e meno urticante.