GLI ESODATI PROPONGONO UNA SOLUZIONE – PER ATTUARLA SERVE UN GOVERNO

manifestazione esodati

 

La rete dei comitati degli esodati ci ha inviato uno studio molto articolato in cui si approfondiscono gli effetti della famigerata riforma Fornero e si individuano le vie di uscita per superare il caos giuridico che si è venuto a creare.
Pubblichiamo il capitolo più importante dello studio, quello relativo alle proposte, perché consideriamo un dovere civico dare ogni possibile contributo alla conoscenza e alla risoluzione della questione.
Chi volesse conoscere il testo integrale potrà richiederlo scrivendo a “redazione@moderatiriformisti.it”.
Il dossier è stato inviato a tutti i parlamentari sottolineando l’urgenza di risolvere il problema. Un problema che in un Paese normale non sarebbe mai sorto.
Solo in Italia poteva succedere che una ministra, dopo avere fatto una riforma che ha sconvolto la vita di centinaia di migliaia di persone e che ha calpestato i diritti di milioni di cittadini, confessasse di non essere stata informata sulle implicazioni che la riforma da lei varata avrebbe potuto comportare.
Eppure non era difficile informarsi. Avrebbe potuto chiedere all’INPS, alle Confederazioni sindacali, ai colleghi del Consiglio di gestione di Intesa San Paolo, visto che aveva anche un ruolo in quella banca.

 

Purtroppo, la politica italiana riserva sempre sorprese. Oggi, la Fornero non è più un problema perché, anche se formalmente ancora in carica, non può fare altri danni. 
C’è, invece, il problema  Grillo, il quale, in apparenza esprime tutta la sua solidarietà agli esodati, così come ad altre categorie di cittadini in difficoltà.
Poi, però, archiviate le belle parole, non muove un dito per risolvere la questione. Anzi, con il suo atteggiamento ostruzionistico, impedisce alla legislatura di decollare e, quindi, di fatto, allontana qualsiasi prospettiva, per i lavoratori coinvolti, di uscire dal tunnel nel quale sono finiti.
Atteggiamento grave perché se è vero che le responsabilità sono del governo Monti, è, anche, vero che gli interessati hanno il diritto di pretendere dal nuovo Parlamento uscito dalle elezioni che la situazione venga risolta in tempi brevissimi. 
Senza entrare nel merito delle politiche di ciascun partito, è incontestabile che la posizione di chiusura cieca di Grillo è il principale ostacolo all’avvio di una nuova fase nella quale i problemi della gente, anche i più semplici come quello degli esodati, siano posti al centro dell’azione politica per risposte concrete e tempestive.
Poi, magari, quando Grillo avrà raggiunto il 100 per cento dei consensi entreremo nel paradiso terrestre. Però, per il momento, questa posizione alla Ponzio Pilato lascia gli esodati in un scomodo limbo senza stipendio e senza pensione. Così come, tra qualche settimana, impedirà di finanziare la cassa integrazione in deroga e causerà altre decine di migliaia di drammi. Drammi veri di uomini e famiglie che, magari, hanno votato proprio per i 5 Stelle.
I parlamentari del Movimento farebbero bene a riflettere sul documento che pubblichiamo e sul dramma esodati. Nei giorni scorsi si sono vantati di essere il primo partito per numero di voti. Si tratta di una affermazione forse non del tutto aderente alla realtà. Ma come primo o come secondo partito, hanno, comunque, il dovere di adottare posizioni ispirate alla responsabilità. Anche perché non hanno alcun modo di sfuggire alle loro responsabilità, sia che assumano decisioni, sia che optino per l’Aventino e impediscano che le Istituzioni funzionino. 
Gli italiani che li hanno votati si aspettano che utilizzino i consensi ricevuti per risolvere problemi reali come questo, senza fumisterie ideologiche e stupidaggini sulla decrescita felice.
La decrescita non è mai felice, soprattutto per chi già soffre le conseguenze catastrofiche della recessione (ettore nardi)

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La Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, ”Quindicenni”, Donne ESMOL, Esonerati Pubblica Amm.ne, Fondi di Settore e Licenziati

Ai  parlamentari della XVII Legislatura 
Drammi individuali e disagio sociale: 
La Riforma Fornero delle Pensioni”
Roma, 15 marzo 2013

COMITATO MOBILITATI MILANO – COMITATO ESODATI E PRECOCI D’ITALIA – COMITATO DIRIGENTI ESODATI – COMITATO ESODATI BANCARI – COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI – GRUPPO DONNE ESMOL (ESodate.MObilitate.Licenziate) – COMITATO MOBILITATI ROMA E NAPOLI – COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LIVORNO – COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI – COORDINAMENTO ESODATI ROMANI – “COORDINAMENTO MOBILITATI ESODATI ” MILANO – COMITATO “I QUINDICENNI” – COMITATO FONDI DI SOLIDARIETA’ di SETTORE FERROVIERI – COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMITATO LICENZIATI – COMITATO ESODATI PARMA

 5.     Interventi Legislativi necessari per l’attuazione della salvaguardia totale dei lavoratori “esodati”

 Le Categorie:

 a) Lavoratori collocati in MOBILITA’ ORDINARIA
b)Lavoratori collocati in MOBILITA’ LUNGA
c)Lavoratori titolari di prestazione straordinaria a carico di FONDI DI SOLIDARIETA’ DI SETTORE
d)Lavoratori autorizzati alla PROSECUZIONE VOLONTARIA DELLA CONTRIBUZIONE
e) Lavoratori in ESONERO DAL SERVIZIO
f) Lavoratori CESSATI in ragione di ACCORDI INDIVIDUALI o COLLETTIVI
g) lavoratori licenziati
h)Quindicenni

a)   Lavoratori collocati in MOBILITA’ ORDINARIA

Modifica generale del principio per cui la maturazione del diritto pensionistico debba avvenire entro la fine mobilità per cui occorrono le seguenti modifiche:

1. Ammettere alla salvaguardia i soggetti mobilitati che maturano il requisito pensionistico entro 36 mesi dalla fine mobilità, senza alcun vicolo sulla data di autorizzazione alla contribuzione volontaria nel caso in cui quest’ultima risulti necessaria per il perfezionamento del requisito pensionistico.
2. Per coloro che sono in mobilità non deve essere applicata l’aspettativa di vita, oltre che per i c.d. “quarantisti”, anche per pensionamenti di vecchiaia e di anzianità per quota.
3. Per la pensione di vecchiaia per le donne non deve essere applicato l’adeguamento dell’età anagrafica donne-uomini previsto dalle leggi precedenti alla 214/2011.
4. Non  deve  essere  applicato  l’aumento  della  finestra  per  chi  maturerebbe  la pensione  di anzianità   indipendentemente   dall’età   anagrafica   (coloro   che   maturano   40   anni   di contributo).
5. chiarire una volta per tutte che vengono ammessi alla salvaguardia tutti i soggetti destinatari di mobilità di qualsiasi tipo, con accordi firmati entro il 31 Dicembre 2011 e stipulati in qualsiasi  sede,  non  solo  in  quella  governativa  (come  invece  limitato  dal  D.L.  n.95  del
6/7/2012, convertito in Legge  n.135 del 7/8/2012), a prescindere dalla data di conclusione della procedura di mobilità avviata sulla base dei citati accordi sindacali e della data di effettivo collocamento in mobilità, eventualmente preceduto da un periodo di fruizione di cassa integrazione guadagni.
6. L’eventuale occupazione a tempo determinato o parziale, così come previsto dalla normativa che regola l’istituto della mobilità, non deve far perdere il diritto alla salvaguardia (La preoccupazione è che i lavoratori in mobilità, che non possono rifiutare le offerte di ricollocazione per non perdere la mobilità, rischino di perdere il diritto alla salvaguardia se venissero estesi i paletti introdotti per i cessati e CV).
b)  Lavoratori collocati in MOBILITA’ LUNGA
1.   Non deve essere applicata l’aspettativa di vita a coloro che sono in mobilità c.d. lunga.
2.   Per la pensione di vecchiaia per le donne non deve essere applicato l’adeguamento dell’età anagrafica donne-uomini previsto dalle leggi precedenti alla 214/2011.
c)   Lavoratori titolari di prestazione straordinaria a carico di FONDI DI SOLIDARIETA’ DI SETTORE
1. Per tutti gli esodati di questa categoria si chiede l’immediato invio della comunicazione di salvaguardia che si esplica nella certificazione alla pensione.
2. Per coloro che sono cessati tra il 31/10/2008 ed il 04/12/2011 si chiede l’eliminazione della penalizzazione legata alla finestra mobile (legge 122/2010) e/o alla speranza di vita (111/11 e  148/11) ovvero il  rinnovo  automatico dell’intervento del  Fondo  sociale  estendendolo anche alla copertura della “speranza di vita” (attualmente non prevista).
d)  Lavoratori AUTORIZZATI alla CONTRIBUZIONE VOLONTARIA
1. spostare  dal  4/12/2011  al  31/12/2012  la  data  di  riferimento  per  l’autorizzazione  alla contribuzione volontaria e prevedere il diritto alla pensione con le vecchie norme a tutti coloro che abbiano compiuto 60 anni di età o maturato 40 anni di anzianità contributiva entro la data del 31 dicembre 2013, o 61 anni di età o 40 anni di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2014.
2. eliminare il riferimento all’aver rilavorato dopo l’autorizzazione ed all’aver versato almeno un contributo volontario dopo l’autorizzazione.
3. eliminare la condizione di aver conseguito dopo il 4 dicembre 2011 un reddito annuo lordo complessivo riferito a qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato non superiore a euro 7.500.
4. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, si applicano anche ai lavoratori autorizzati alla contribuzione volontaria prima del 20 luglio 2007, che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre  2011,  ai  quali,  pertanto,  continua  ad  applicarsi  l’art.  1  comma  8  della  legge 243/2004, come successivamente modificato dalla legge 247/2007, senza alcun vincolo o condizione ulteriori rispetto a quanto prescritto nelle previgenti norme sulla contribuzione volontaria.
5. modificare la condizione relativa ai termini entro i quali occorre perfezionare i requisiti per il pensionamento:
a)   sostituire il riferimento a “i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico” con il riferimento a “i requisiti utili al trattamento pensionistico”.
b) spostare la data termine dal 6/12/2014 (trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del DL SalvaItalia) al 31/12/2018.
e)   Lavoratori in ESONERO DAL SERVIZIO
Modificare le salvaguardie previste dal DL SalvaItalia (art.24 c.14 lettera e) in modo da:
1. estendere la salvaguardia prevista per i lavoratori in esonero dal servizio ai sensi della Legge dello Stato (art.72 c.1 del DL 25/6/2008 n. 112, convertito con legge 6/8/2008 n.133) ai lavoratori in esonero dal servizio ai sensi delle Leggi Regionali che hanno recepito l’istituto disciplinato dalla Legge dello Stato
2. applicare  la  concessione  dell’esonero  e  la  salvaguardia  per  i  lavoratori  che  avevano presentato l’istanza di esonero entro il 1/3/2011 e nei confronti dei quali l’amministrazione ha adottato una determinazione formale dalla quale si desuma la volontà di accoglimento dell’istanza, anche nella forma di una determinazione ricognitiva della volontà già manifestata
3. applicare a tutti i lavoratori in esonero dal servizio, ai sensi della Legge statale o delle Leggi regionali, la normativa previdenziale esistente al momento della presentazione dell’istanza di  esonero  con  l’eliminazione,  della  penalizzazione  legata  alla  finestra  mobile (legge122/2010) e/o alla speranza di vita (111/11 e 148/11), qualora subentrate successivamente.
f)   Lavoratori CESSATI in ragione di ACCORDI INDIVIDUALI o COLLETTIVI
1. per  coloro  che  hanno  stipulato  l’accordo  antecedentemente  alla  data  del  31/12/2011 eliminare la condizione della cessazione del rapporto di lavoro entro il 30/6/2012.
2. eliminare  la  condizione  di  aver  conseguito  dopo  il  30/6/2012  un  reddito  annuo  lordo complessivo riferito a qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato non superiore a euro 7.500.
3. modificare la condizione relativa ai termini entro i quali occorre perfezionare i requisiti per il pensionamento:
a)   sostituire il riferimento a “i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico” con il riferimento a “i requisiti utili al trattamento pensionistico”.
b)  spostare la data termine dal 6/12/2014 (trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del DL SalvaItalia) al 31/12/2018.
4. applicare  a  tutti  i  lavoratori  cessati  in  ragione  di  accordi  individuali  o  collettivi  stipulati  prima dell’entrata in vigore della penalizzazione legata alla finestra mobile (legge 122/2010) e/o di quella legata alla speranza di vita (leggi 111/11 e 148/11), la normativa previdenziale esistente al momento della stipula dell’accordo.
g)   Lavoratori Licenziati
Ai  lavoratori  licenziati  ante  31.12.2011  sia  individualmente  sia  in  conseguenza  di ristrutturazione, fallimento o altra procedura concorsuale nonché di cessazione dell’attività d’impresa, purché privi di occupazione, che maturino il requisito pensionistico sulla base delle previgenti regole entro il 31 dicembre 2018, va applicata la normativa in vigore anteriormente al 4 dicembre 2011, ancorché abbiano stipulato accordi conciliatori post 31.12.2011. 
h)  Quindicenni
Per i soggetti che si richiamano per la pensione di vecchiaia alle 4 deroghe ancora aventi ragion d’essere sancite nel 1992 alla legge Amato n.503, essendo soggetti disoccupati e avendo già subito nel tempo, a seguito delle varie riforme succedutesi, un incremento complessivo dell’età pensionabile pari a 6 anni, inclusi i mesi di finestra previsti dalla legge 122/2010,  si chiede che si applichi la normativa previgente al 4 dicembre 2011 in relazione al requisito anagrafico, ossia 60 anni per le donne e 65 anni per gli uomini, a cui aggiungere in entrambi i casi 12 mesi se lavoratori dipendenti o 18 mesi se lavoratori autonomi, in considerazione del fatto che  con i nuovi   criteri   anagrafici   imposti   dalla   riforma   previdenziale   si   attua   a   discapito   della componente femminile della categoria una fortissima penalizzazione di genere, che si materializza con un brutale innalzamento del requisito anagrafico richiesto, non inferiore a ulteriori 4 anni.