FERMA RISPOSTA DELLA CANCELLIERA TEDESCA ALLE PROVOCAZIONI BRITANNICHE: LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE È UN VALORE INTANGIBILE NELLA UE.

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Angela Merkel ha conquistato i titoli di testa di tutti i giornali d’Europa riaffermando che senza libera circolazione delle persone non ci sarebbe nessuna possibilità per la Gran Bretagna di continuare a partecipare al mercato unico.
Una dichiarazione scontata. La cancelliera, in effetti, ha semplicemente ricordato che per l’Unione europea, come prima per la Comunità,  le quattro libertà fondamentali, libera circolazione delle persone, libera circolazione dei servizi, libera circolazione delle merci e libera circolazione dei capitali sono la base sulla quale è stata costruita tutta l’impalcatura comune.
La libera circolazione delle persone è la prima delle quattro libertà. Non è nemmeno ipotizzabile che Londra possa continuare a conservare un rapporto con gli altri partners se mette in discussione questo punto.
Ma l’intervento della Merkel anche se si tratta di una dichiarazione pleonastica, è stato, comunque, importante in quanto di fronte alle provocazioni dei ministri inglesi e della stessa Theresa May nessuno ha accennato a una reazione, né uno dei tanti presidenti di organismi più o meno inutili fra Bruxelles e Strasburgo, né un Premier di un altro Stato dell’Unione.
Eppure, ci sono paesi che hanno fatto registrare un flusso rilevante di emigrazione temporanea o definitiva  verso il Regno Unito e che, quindi, dovrebbero sentire il dovere di rassicurare e di tutelare i propri cittadini. La Germania, invece, non registra numeri significativi in termini di emigrazione né verso la Gran Bretagna, né verso altre destinazioni; anzi è un polo di attrazione per centinaia di migliaia di giovani europei, e anche di nostri connazionali. 
Quindi, una volta tanto, il discorso della Merkel non era a tutela di un basso interesse tedesco, ma era finalizzato a salvaguardare uno dei valori fondamentali della UE. 
Questo giornale ha sempre contestato le posizioni della cancelliera e l’impostazione da lei impressa , e in qualche caso imposta, alle istituzioni comunitarie. 
Però, dobbiamo ammettere di avere commesso un errore. Nell’esprimere valutazioni non particolarmente esaltanti nei suoi confronti, l’abbiamo sempre raffrontata con i grandi cancellieri del passato, Konrad Adenauer, Willy Brandt, Helmut Schmidt, Helmut Kohl e non è difficile comprendere che il paragone è impietoso per la attuale premier di Berlino.
Diverso, però, è il risultato se la poniamo a confronto con gli altri leader europei attuali. Ed è questo confronto che consente alla cancelliera di emergere come  la guida incontrastata della Unione europea.
  
 

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