Eternit e vittime dell’amianto: Schmidheiny condannato a 18 anni

È stata inasprita la pena per Stephan Schmidheiny, l’imprenditore coinvolto nella strage dell’Eternit, la multinazionale dell’amianto che ha provocato migliaia di vittime tra morti e malati. La Corte d’Appello di Torino ha pronunciato per il magnate svizzero una condanna a diciotto anni: questo perché i giudici hanno esteso le responsabilità dell’imputato anche per gli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). Schmidheiny, titolare dell’Eternit dal 1972, era accusato di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di misure di sicurezza. La svizzera Eternit ha prodotto amianto nella Penisola per venti anni, dal 1966 al suo fallimento nel 1986. Quattro gli stabilimenti: Casale Monferrato, Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Proprio tra questi stabilimenti è stata constata la morte di migliaia di persone per l’amianto.