GLI ESODATI CONTESTANO LA RISPOSTA ELUSIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO GIOVANNINI

manifestazione esodati
Da Salvatore Carpentieri, esponente della Rete dei Comitati riceviamo un articolo critico in merito alla risposta del ministro del Lavoro alla interrogazione dell’on. Nello Formisano sul problema “esodati”.
 
Ci eravamo lasciati l’ultima volta con la forte sensazione di delusione che il Ministro del Lavoro Giovannini aveva suscitato nell’incontro con la Rete dei Comitati degli “Esodati” il 30 settembre u.s.. Nel precedente articolo si era sottolineato come, a fronte delle puntuali e documentate richieste di soluzione strutturale del problema, basate su dati ufficiali, avanzate dalla Rete, il Ministro si fosse trincerato in una banale difesa basata, a suo dire, “sull’ignorare” la dimensione del fenomeno “esodati” (vizio Italico oramai consolidato in certi ambienti) e come tali sue affermazioni portavano ad una sola via “onesta” da percorrere: dichiarare al Parlamento “l’incapacità a conoscere numericamente” il fenomeno e prendere provvedimenti rispetto agli Enti inadempienti nel fornirgli le necessarie e dovute informazioni!! Un simile atto di onestà avrebbe anche smascherato le irreali stime di spesa della Ragioneria Generale dello Stato circa i costi degli interventi di salvaguardia, poiché fondati su informazioni indisponibili!
Certo, si pensava che il fondo si fosse raggiunto in quella occasione ma purtroppo il vecchio detto “al peggio non c’è limite” ha trovato conferma nella risposta del Ministro, data all’interrogazione scritta dell’on. Formisano circa il numero di soggetti “da salvaguardare” per singola categoria elencata nella stessa interrogazione. Il lavoro di preparazione e di “intelligenza” era già fatto! Dovevano solo essere messi i numeri nelle caselle oppure dichiarare di non averli, come detto sopra! E invece…….la risposta finalmente è arrivata … sorprendente e vuota!! Una tipica risposta da “call center telefonico” con uno spreco di risorse (stipendi “a molti zero” di mega-direttori e mega-funzionari, costo apparati informatici, costo materiale cartaceo etc.) ben superiore al costo di un addetto precario ad un “call center”!! Risposta assolutamente inutile e che non risponde all’interrogazione!!
Perché delle 2 l’una: o l’italiano è una lingua sconosciuta a chi fa il Ministro ed ai suoi collaboratori oppure si omette nascondendo al Parlamento, con vani sproloqui bizantini (chiedendo scusa ai bizantini che erano di gran cultura), su un dramma in atto oramai da 2 anni!! Insopportabile ed intollerabile tutto ciò!! 
Già il Direttore Responsabile di “Moderatiriformisti.it”, ha marchiato con nettezza la risposta incredibile del Ministro. Si può solo aggiungere alla sua “reprimenda” che è stupefacente come proprio al Prof.  Giovannini, ex Presidente dell’ISTAT, facciano allergia i numeri! Qui invece si vuol riprendere, per meglio puntualizzare, la risposta fornita dal Ministro e gli esiti conseguenti a cui si dovrebbe giungere in un Paese realmente “sano” e che vuol davvero allontanarsi dal baratro paventato!   
È  evidente che non sappiamo chi ha redatto un simile documento, ma abbiamo la certezza che il Ministro lo ha firmato, assumendone la piena e totale responsabilità rispetto al Parlamento!! Con riferimento al documento pubblicato il 31 ottobre in questo sito, egli è perciò responsabile: dell’incipit di 3 righe con cui si “distorce” (per quale motivo?) la chiarissima interrogazione che vuol conoscere sia le iniziative future  (e non certo “quelle già assunte” che evidentemente non possono che essere note al Parlamento!) sia la consistenza numerica del fenomeno “non ancora” coperto da provvedimenti; dell’inutile produzione di 7 pagine, per giunta  ricopiate in buona parte da circolari e messaggi INPS esistenti; dell’omissione continuata circa i numeri richiesti dalla interrogazione; dell’omissione circa i numeri consuntivi riguardanti il secondo, terzo e quarto provvedimento di salvaguardia. 
In pratica il Ministro è responsabile di “omissione” al Parlamento, avendo continuato e rafforzato la prassi del suo predecessore Fornero, nonché contraddetto la promessa fatta, sempre in Parlamento, in maggio di fornire i numeri entro una sola settimana! Per comprendere la gravità di tutto ciò basta ricordare che solo in questa Legislatura, ovvero in soli 6 mesi, sono stati presentati sul problema esodati ben 43 interrogazioni e 13 Ordini del giorno, da tutti i gruppi parlamentari, a testimonianza della rilevanza del problema!
Ma non basta, perché la risposta del Ministro mostra anche notevoli e grossolani errori, come nell’affermare, con riferimento al primo intervento di salvaguardia, che <la platea dei “collocati in mobilità lunga” è stata circoscritta a coloro …> , il che, senza qui entrare nel dettaglio, non è assolutamente vero; oppure come nella presentazione dei consuntivi della prima salvaguardia che omette le reali cause del minor numero di salvaguardati consuntivato rispetto alla stima iniziale, che sono legate agli arbitrari “paletti” introdotti dal Ministero nel DM attuativo  1 giugno 2012 che impediscono di fatto la salvaguardia prevista dalla L. 214/2011, cosa che vale anche per i “cessati”, inducendo a credere in un evento “naturale” di errore di stima anziché nell’atto deliberato del Ministero con il suo DM 1 giugno; oppure come in quel beffardo “accordi in sede governativa” che nasconde la realtà di migliaia di persone con “accordi non in sede governativa” che sono stati deliberatamente dimenticati; assolutamente  contraddittoria invece la definizione, nel terzo intervento di salvaguardia, della “categoria dei prosecutori volontari collocati in mobilità” laddove si pensi che la mobilità è un Istituto per la fuoriuscita dalle aziende, non certo dalla contribuzione volontaria; di evidente “nonchalance” l’indicazione del numero complessivo dei salvaguardati dove non viene indicato un numero preciso (130.130, al netto degli 6.500 dell’ultimo intervento), ma approssimato (130.000), fatto assolutamente inammissibile in un simile contesto istituzionale! Ma fermiamoci qui, per non inorridire oltre da Cittadino!   
Restano le domande del Cittadino: a cosa serve un Ministro del Lavoro se non riesce a dare risposta ad una così semplice interrogazione parlamentare ma di grande rilevanza sociale? A che servono tutti i mega-direttori e mega-funzionari ministeriali e quelli degli Enti connessi se non sono in grado di gestire un banale fenomeno anagrafico? A che serve un Parlamento che non reagisce ad una simile “sfida” al suo potere di controllo, al suo ruolo Istituzionale e Costituzionale? 
Le interrogazioni Parlamentari devono dare un senso reale del rapporto tra Governo e Parlamento, altrimenti sono ulteriori inutili “costi della politica”. Alla fine qualcuno potrebbe arrivare alla conclusione che tutta la politica sia inutile, con un danno incalcolabile per il futuro del Paese. La responsabilità però di un tale esito nefasto non sarebbe che esclusivo della “politica”, che può ancora fare ma non fa, continuando a vivere nel suo empireo, guardando solo il proprio ombelico, mentre il Paese vive sulla Terra e lotta ogni giorno per sopravvivere. 
I Presidenti di Camera e Senato dovrebbero dare subito un forte segno di condanna, censurando formalmente tale comportamento omissivo, elusivo e fuorviante del Ministro del Lavoro e del Governo. È  un loro dovere difendere l’Istituzione Parlamentare! 
Non è un gioco questo;  dietro simili comportamenti  si nascondono i drammi di decine di migliaia di persone reali e in pericolo c’è la credibilità delle Istituzioni!