ESODATI: LA RETE DEI COMITATI CHIEDE INCONTRO URGENTE AL GOVERNO.

manifestazione esodati

La Rete dei Comitati degli Esodati ci ha inviato una lettera già trasmessa  al Presidente del Consiglio, al Ministro del Lavoro e ad altri membri del Governo con cui chiede un incontro  per portare le proprie proposte per la risoluzione della questione.
Di seguito potrete leggere la lettera inviata al nostro giornale e la lettera al Presidente del Consiglio.
Questo giornale ha sempre sostenuto, fin dal primo momento, la battaglia degli esodati contro le iniquità della riforma Fornero .
Dall’Esecutivo Letta ci attendiamo che il problema venga risolto con assoluta priorità. Mentre Berlusconi giochicchia con l’IMU, ci sono centinaia di migliaia di cittadini che, per colpa di una riforma scellerata, sono senza stipendio e senza pensione. Uno Stato civile e democratico non può permettere che questo accada.
È necessario un intervento immediato e risolutivo per evitare che questa situazione si protragga ulteriormente (Ettore Nardi) 

La Rete dei Comitati ha reiterato la richiesta al Governo per un incontro che affronti il tema della soluzione dei cosiddetti “esodati”, richiesta già inoltrata ai primi di maggio, senza alcun esito né riscontro.
Nella lettera di richiesta appare chiara la preoccupazione per le ultime dichiarazioni di alcuni componenti del Governo, in primo luogo dal Ministro Giovannini e dal sottosegretario Dell’Aringa, in quanto non corrispondenti alla realtà, mentre altre sono manifestamente in contraddizione con il programma di Governo esposto alle Camere.
Non è corrispondente alla realtà, infatti, l’affermazione che non vi siano già adesso (poiché lo si verifica da oltre un anno) situazioni di non salvaguardati ormai privi di reddito: ciò significa non solo che c’è urgenza dei provvedimenti risolutivi, contrariamente a quanto affermato nelle dichiarazioni, ma che addirittura il ritardo non è più giustificabile né tollerabile!!

Infatti i Comitati, forti dell’esperienza dei propri presidi territoriali in tutta Italia, nei quali forniscono volontariamente supporto informativo e di ascolto alle persone in difficoltà incappate in questo dramma,nonché delle informazioni raccolte e redistribuite in rete, portano in evidenza una realtà che sembra ancora non voler essere accettata dal Governo.
Ecco quindi la contraddizione con il programma illustrato alle Camere, e su cui è stata concessa la fiducia: come ricordano i Comitati, il Presidente del Consiglio ha dichiarato, nell’ambito della priorità assoluta sul lavoro, che “In particolare, con i lavoratori esodati la comunità nazionale ha rotto un patto, e la soluzione strutturale di questo tema è un impegno prioritario di questo Governo.“
Ed è proprio sotto la luce del “patto civile fondante” che, nell’ambito della lettera al Governo,  i Comitati approfittano per lamentarsi, al massimo livello, anche delle assenze di risposte da parte di un Ente come l’INPS, a cui la Rete ha rivolto richieste di chiarimento puntuali su alcune procedure e comportamenti riguardanti le salvaguardie, ed a cui l’Ente Pubblico non ha risposto.
Nella richiesta d’incontro viene ricordato come il lavoro di confronto politico continuo con tutti i partiti, svolto da oltre un anno, abbia prodotto nella scorsa Legislatura una proposta unitaria della Commissione Lavoro, la 5103, che non è mai riuscita ad andare a compimento per il sordo ostracismo del precedente Governo, che mai ha voluto incontrare la Rete.
La Rete ha ormai acquisito, nell’audizione informale in Commissione Lavoro del 16 maggio u.s. e con le proposte di Legge già presentate da diversi partiti, la volontà parlamentaredi risolvere con immediatezza la questione dei cosiddetti “esodati”, tenendola ben separata dalla ventilata ipotesi di modifica della infausta riforma Fornero. Ma i Comitati lamentano e temono la ripetizione di quanto successo nella precedente legislatura: nessun ascolto da parte del Governo! E senza la volontà e la collaborazione piena e totale del Governo l’ostacolo diventa durissimo, come insegna il passato.
Anche perché i fatti danno loro ragione. E non bastano più le parole e le promesse. Per confronto, con i soldi della prevista soppressione dell’IMU sulla prima casa si dà un sollievo di 400 euro all’anno medi a famiglia. Con i soldi di un solo anno, o due,  di soppressione dell’IMU, distribuiti però su più anni fino al 2021 e quindi con molto minor incidenza sui bilanci, la soluzione del problema “esodati” sarebbe a portata di mano. In compenso darebbe un sollievo ben diverso per coloro che hanno  ha subito la rottura del patto da parte dello Stato ed oggi vivono nell’angoscia del presente e nell’ansia del futuro senza reddito.
E’ ora che il Governo batta un colpo e risponda alla richiesta della Rete degli “esodati”, iniziando a prendere la direzione che ha detto solennemente di voler seguire.

Salvatore Carpentieri

 Di seguito la richiesta di incontro al Governo

Al Presidente del Consiglio On. Enrico Letta
Al Ministro del Lavoro e Politiche Sociali Dott. Enrico Giovannini
Al Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Prof.ssa Maria Cecilia Guerra
Al Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali On. Carlo Dell’Aringa

e p.c.

Al Ministro dell’Economia Dott. Fabrizio Saccomanni
Al Viceministro dell’Economia On. Stefano Fassina

Stimato Presidente del Consiglio Letta, On. Ministri Giovannini e Saccomanni, On. Viceministri Guerra e Fassina, On. Sottosegretario Dell’Aringa,
in data 9 maggio u.s. la Rete dei Comitati di Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Donne Esodate Mobilitate Licenziate (ESMOL),“Quindicenni”, Esonerati, Fondi di Settore e Licenziati aveva fiduciosamente richiesto di essere ascoltata sulla questione dei cosiddetti “esodati” per portare il proprio contributo di conoscenza profonda del problema ed esprimere le giuste rivendicazioni di coloro che vivono oggi nell’angoscia e nella disperazione.
La nostra profonda conoscenza della questione è basata sulla pratica esperienza che da oltre un anno coloro che collaborano nei vari Comitati associati alla Rete, acquisiscono e maturano sul Territorio nazionale, si pensi ad esempio a Milano, Roma, Parma e Torino, svolgendo attività volontaria nei vari “sportelli Esodati” a supporto di migliaia di persone “abbandonate”, sia materialmente che psicologicamente.
La nostra conoscenza deriva dall’attento studio e dall’analisi profonda che i Comitati hanno fatto e continuano a fare dei singoli casi in relazione alle norme legislative in atto e che si manifestano in: una corretta e propositiva interazione continua con moltissimi Parlamentari e gruppi Parlamentari nonché con la Commissione Lavoro della Camera, un confronto attivo con le Organizzazioni Sindacali,  una modalità informativa diffusa che raggiunge i soggetti “esodati”, un preciso e tempestivo supporto ai cittadini “esodati” per contrastare le inammissibili deficienze organizzative e procedurali mostrate, in particolare, dall’INPS ma anche da molte sedi di Patronati, relativamente all’attuazione dei Decreti già emessi per le salvaguardie dei primi 130.130 soggetti.
A conforto di quanto qui detto alleghiamo le precise richieste di chiarimenti puntuali, sia su aspetti procedurali che di legittimità, inviate all’INPS in data 18 aprile u.s. e che dimostrano come l’ente, nella persona del suo Direttore Generale dott. Nori, prima affermando di voler rispondere e poi invece ignorando la nostra richiesta, continua ad assumere comportamenti intollerabili e indicativi  di arroganza istituzionale verso quei Cittadini che invece dovrebbe servire!!
Il caso dei cosiddetti “esodati” è il paradigma di uno Stato che ha tradito i suoi Cittadini!!! 
E possiamo usare un tale termine a ragione, dopo che proprio il Presidente del Consiglio, nel suo discorso programmatico alle Camere, ha affermato solennemente che “con i lavoratori esodati la Comunità ha rotto un patto ..”, finalmente squarciando quel silenzio sulla verità profonda del problema sociale creato dalla riforma Fornero!!!
La nostra fiducia nel rivolgere la richiesta di incontro era riposta, dopo un anno e mezzo di disperata lotta costruttiva ma inascoltata dal Governo precedente che mai aveva voluto confrontarsi con noi nella persona del suo Ministro del Lavoro dott.ssa Elsa Fornero, in alcune evidenze istituzionali che non possono ora da Voi essere tranquillamente smentite o ignorate.
Tali evidenze sono rappresentate dalle posizioni ufficiali espresse nel documento redatto dai 10 Saggi che hanno operato su incarico del Presidente della Repubblica nel mese di Aprile, di cui faceva parte anche il non ancora Ministro del Lavoro Dott. Giovannini, dalle dichiarazioni di insediamento del Presidente della Camera on. Boldrini e del Senato Sen. Pietro Grasso, e soprattutto, come già accennato in precedenza, nelle dichiarazioni del Presidente del Consiglio al suo insediamento !!
Oramai è chiaro a tutti e dichiarato da tutti: sui lavoratori italiani è stata fatta una manovra economica e non una riforma delle Pensioni. Anche la ex-ministra Fornero inconsciamente si è auto-accusata, parlando di un “tragico errore di valutazione” nel tentativo di nascondere la propria enorme Responsabilità, lamentando sempre che è stata costretta perché aveva dei vincoli e delle imposizioni non dipendenti da lei stessa.
L’unica Patrimoniale in Italia è stata fatta, spostando in corsa i requisiti pensionistici creando così il dramma degli “”esodati”, sulle pensioni dei lavoratori dipendenti: un prelievo forzoso sui loro contributi previdenziali che genererà un risparmio di oltre 80 Mld di Euro da qui al 2021!!
In concomitanza con l’assenza di riscontro alla nostra richiesta di incontro, gli interventi parlamentari, come quello dell’8 maggio scorso estremamente attendisti ed imprecisi sul problema dei cosiddetti “esodati” da parte del Ministro Giovannini, sulla individuazione delle relative categorie e numeri, ed alcune dichiarazioni preoccupanti da parte di rappresentanti del Governo, l’ultima del Sottosegretario Dell’Aringa in una trasmissione pubblica in cui esprimeva considerazioni sullo stato della questione “esodati”, non solo non confortato da dati numerici ma assolutamente non corrispondenti alla realtà che noi fotografiamo direttamente nello strato sociale colpito da questa enorme ingiustizia che ancora tarda ad essere sanata, fanno temere che si ripeta il copione della rappresentazione dei Flagellanti di Guardia Sanframondi, già pessimamente interpretato dal precedente Governo Monti e dal suo, solo oggi vituperato da tutti, Ministro del Lavoro Fornero. Tanta recita ma nessun reale pentimento!
Attendiamo ancora i numeri promessi nel tempo di una settimana dal Ministro Giovannini in Parlamento l’8 maggio scorso. Li attende il Parlamento, ma li attendiamo anche noi ormai da oltre un mese !!  
Al momento, senza nuovi dati ufficiali, il numero di soggetti accertati è quello fornito dall’INPS al Parlamento nell’aprile 2012: 390.200!!
Di tutti questi solo 130.130 sono stati salvaguardati: ne restano oltre 260.000!
Ma deve essere chiaro a tutti che le categorie citate dal Ministro in Parlamento non sono esaustive di tutte le casistiche, a cominciare dall’assenza tra esse di coloro che hanno perso il lavoro perché l’azienda è fallita oppure licenziati senza accordo: un’intera categoria che investe le PMI e coloro che non hanno accordi  in un periodo di crisi che ha aggravato la situazione.
Lo stesso Ministro Giovannini ha affermato in Parlamento che le casistiche da considerare per determinare le categorie sono complesse. E’ vero e siamo a disposizione per collaborare in merito, per cui alleghiamo nuovamente, nell’attesa di essere convocati, il dossier “Drammi individuali e disagio sociale: la Riforma Fornero delle Pensioni”, prodotto dalla Rete con l’esperienza di oltre un anno sul territorio nella realtà  e distribuito a tutti i nuovi Parlamentari a marzo scorso, che definisce con la maggior precisione oggi possibile tutte le categorie e le tipologie di soggetti esclusi e meritevoli della salvaguardia !
Il nostro dossier definisce con chiarezza i soggetti, senza alcuna possibile ambiguità e nella piena correttezza del rapporto Stato/cittadino, per cui non si comprende perché non dovrebbe essere di conseguenza abbastanza semplice verificarne il numero totale attingendo agli archivi pubblici, principalmente dell’INPS. Infatti tale Ente eroga le prestazioni assistenziali, compresi  gli assegni di disoccupazione, e detiene il conto previdenziale dei soggetti per cui possiede le informazioni necessarie e sufficienti alla certificazione dei numeri.
Il principio fondamentale, riconosciuto totalmente valido anche dalla Commissione Lavoro della Camera nell’audizione informale che ha concesso alla Rete il 16 maggio scorso, è che debbano essere salvaguardati tutti coloro che non erano più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure che avessero entro quella stessa data sottoscritto accordi collettivi o individuali che come esito finale prevedevano il futuro licenziamento, e che raggiungano i requisiti di maturazione del diritto a pensione secondo le previgenti norme entro un numero di anni ragionevole. Una palese ragione di equità, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 822/1988, porta a dire che tale numero di anni debba portare a maturare il diritto con le vecchie norme entro il 31/12/2018.
Diventa a questo punto fin troppo lapalissiano smentire quanto affermato dal Ministro Giovannini e dal Sottosegretario dall’Aringa nel mettere in dubbio l’evidente urgenza del problema: il dramma degli esodati, in atto da molti mesi e solo parzialmente risolto con la salvaguardia dei 130130, continua ad incidere sulla pelle viva delle persone, poiché a oltre un anno e mezzo dall’approvazione della riforma, le persone non salvaguardate si sono trovate dal 2012 e si trovano tuttora senza alcun sostegno. E deve comunque essere ritenuta e vissuta dallo Stato come una propria vergogna il fatto che centinaia di migliaia di famiglie vivano nell’angoscia del proprio futuro: un’aspettativa a cui hanno pienamente contribuito con il proprio lavoro e i versamenti contributivi di una vita e non per la magnanimità di un “principe” quale si sta dimostrando lo Stato.
L’urgenza è assoluta e sappiamo dalla nostra esperienza con il passato Governo e la passata Legislatura che senza la Vostra piena e totale presa di coscienza e responsabilità nel prendere le giuste decisioni davanti a quanti sono colpiti e davanti al Paese, il problema, oramai incancrenito, diventerà letale per molti se il Parlamento sarà sempre bloccato nella sua legiferazione dalla Ragioneria Generale dello Stato e dagli input governativi che, anche di fronte a proposte di coerenti  coperture finanziarie per le norme che prevedano nuove salvaguardie, dovessero continuare a negare l’urgenza e la priorità dell’intervento.
On.li Presidente del Consiglio, on. Ministri, Viceministri e Sottosegretario, non è più il tempo di ulteriori dilazioni: tutti i soggetti che rientrano nelle platee definite nel nostro dossier devono essere salvaguardati da subito con una soluzione di tipo previdenziale, secondo le norme previgenti, senza condizioni restrittive e senza alcuna penalizzazione. Solo così lo Stato rispetterà quel “patto” che ha rotto con i Cittadini!
Depositate alla Camera ci sono 4 Proposte di Legge (A.C. 727, A.C. 224, A.C. 946 e A.C. 1014) di diversi partiti che la Commissione intende unificare in una sola PDL unitaria. Questo rappresenta un buon passo avanti per la risoluzione della questione “Esodati”, ma che attende ancora il pieno ed ineludibile sostegno del Governo per essere attuato, in particolare per ciò che riguarda la determinazione/approvazione della copertura finanziaria.
Solo in tal modo il Governo sarà credibile e conseguenziale davanti agli Italiani rispetto al  discorso di insediamento ed al programma che il Presidente del Consiglio ha consegnato al Parlamento!!
E’ in tale contesto e nell’ottica di fornire un confronto leale e un fattivo supporto che rinnoviamo la richiesta di poter essere ascoltati in delegazione dal Governo.

Per la “Rete dei Comitati degli Esodati”:

Angelo Moiraghi (Organizzazione “Rete dei Comitati di Esodati”)
e-mail angelo.moiraghi@fastwebnet.it ; cell.: 335-483344

Allegati:

  1. Dossier della Rete dei Comitati: “Drammi individuali e disagio sociale: la Riforma Fornero delle Pensioni
  2. Lettera aperta al Direttore Generale dell’INPS

I Comitati aderenti alla Rete:

 

COMITATO MOBILITATI ROMA E NAPOLI
Segreteria Comitato mobilitati.roma.napoli@gmail.com  
COMITATO AUTORIZZATI CONTRIBUTI VOLONTARI
contributi.volontari@gmail.com  
contributore@tiscali.it
COORDINAMENTO ”MOBILITATI, ESODATI” MILANO
perna.antonio@fastwebnet.it  
COMITATO MOBILITATI MILANO  
tedesco40@libero.it  
COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LODI
alberto.maddeo@fastwebnet.it  
COMITATO DIRIGENTI ESODATI
alessandro.costa@alice.it  
COMITATO ESODATI BANCARI
comitato.degli.esodati.bancari@gmail.com
COMITATO “I QUINDICENNI”
bicrebu@libero.it  
COMITATO ESODATI PARMA
cbernardini4@gmail.com 
GRUPPO DONNE ESMOL (ESODATE MOBILITATE LICENZIATE)
gruppo.esmol@gmail.com  
COMITATO LICENZIATI E CESSATI SENZA TUTELE  
comitato.licenziati@libero.it
COMITATO LAVORATORI MOBILITA’ LIVORNO
mobilita.livorno@gmail.com
COMITATO ESONERATI PUBBLICHE AMM.NI
gianniza55@gmail.com
COORDINAMENTO ESODATI ROMANI 
demartino-emilio@virgilio.it
COMITATO FONDI DI SOLIDARIETA’ di SETTORE FERROVIERI
stluca@libero.it