ESODATI, INTERROGAZIONE DELL’ON. FORMISANO (CENTRO DEMOCRATICO) AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AL MINISTRO DEL LAVORO

Nello Formisano

FORMISANO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

 — Per sapere –

premesso che:

 

  • il problema degli « esodati » è sorto nell’ormai lontano dicembre 2011, allorquando, con la cosiddetta « Riforma Fornero » (articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici – detto « Salva Italia »), centinaia di migliaia di famiglie sono precipitate, senza alcuna colpa, nell’angoscia e nel terrore del loro futuro poiché rischiano di rimanere senza retribuzione e senza pensione;
  • già adesso, per decine di migliaia di famiglie, il timore si è trasformato in tragica realtà;
  • il Presidente del Consiglio dei ministri nel discorso con il quale richiedeva la Fiducia per il nuovo Governo nello scorso aprile ha affermato che: « (…) con i lavoratori “Esodati” la comunità ha rotto un patto, e la soluzione strutturale di questo problema è un impegno prioritario di questo governo!»;
  • da allora, però, non sono state indicate prospettive concrete per la soluzione di una questione sempre più grave;
  • è di assoluta urgenza, infatti, individuare idonei percorsi legislativi che traggano dall’angoscia i lavoratori interessati e le loro famiglie;
  • per fare questo, però, è necessario preventivamente conoscere, finalmente, nel dettaglio e con precisione, quali siano i numeri delle persone coinvolte;
  • infatti, l’unico dato attendibile è stato fornito dall’INPS, nella persona del suo direttore generale, dottor Nori, nella seduta alla Commissione lavoro della Camera l’11 aprile 2012, ribadito poi con nota stampa pubblicata da tutti i quotidiani il giorno dopo, 12 aprile 2012;
  • l’INPS indicò, infatti, in 390.200 il numero di esodati complessivi, esclusi i licenziati senza accordi;
  • le situazioni giuridiche dei cosiddetti « esodati » sono molteplici e diversificate e per affrontare in modo corretto la questione è importante avere un quadro preciso delle varie tipologie e di quanti siano gli appartenenti da salvaguardare per ogni categoria di lavoratori;
  • si possono individuare sette grandi categorie di esodati:
    a) i lavoratori in mobilità in base ad accordi antecedenti il 31 dicembre 2011, cessati dal lavoro entro il 31 dicembre 2012, che con le vecchie regole avrebbero maturato il diritto alla pensione entro il 2017, indipendentemente se la maturazione fosse avvenuta entro la fine della mobilità;
    b) i lavoratori messi in mobilità sulla base di accordi sottoscritti, in qualsiasi sede, entro il 31 dicembre 2011, cessati a partire dal 1° gennaio 2013, che con le norme precedenti avrebbero maturato il diritto al pensionamento entro la fine della mobilità;
    c) i lavoratori collocati in mobilità lunga prima del 31 dicembre 2011, con accordi regolarmente notificati all’INPS;
    d) i lavoratori autorizzati, alla data del 31 dicembre 2011, alla contribuzione volontaria per i quali, sulla base delle norme precedenti alla cosiddetta « Riforma Fornero », sarebbe avvenuta la maturazione del diritto entro 6 anni;
    e) i titolari di prestazioni straordinarie a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché i lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di accesso ai predetti Fondi di solidarietà.
    f) i lavoratori licenziati, ovvero cessati con procedure diverse da quelle precedenti, alla data del 30 giugno 2012 per i quali i requisiti raggiunti alla data della cessazione avrebbero fatto intervenire il raggiungimento dei requisiti pensionistici entro 5 anni dalla data del 31 dicembre 2011; e di questi, quanti si basano su accordi individuali o collettivi di esodo e quanti sono licenziamenti senza accordi, come fallimenti e altro;
    g) i dipendenti pubblici che avevano in corso l’istituto dell’esonero alla data del 31 dicembre 2011:
  •  se il Governo intenda presentare un disegno di legge sulla materia, in aggiunta alle proposte di legge di iniziativa parlamentare già in esame presso le Commissioni competenti, essendo in grado di quantificare le risorse necessarie e la loro distribuzione negli anni e di precisare i tempi degli interventi definiti, come ricordato sopra, dal Presidente del Consiglio come assolutamente prioritari;
  • se il Presidente del Consiglio e il Ministro interrogati abbiano avuto modo di conoscere il numero preciso degli esodati appartenenti a ogni singola categoria di lavoratori, con esclusione di quelli già salvaguardati, premessa indispensabile al fine di avere un quadro articolato e completo della situazione e per essere certi che l’intervento allo studio per fare fronte al fenomeno copra tutti i soggetti interessati. (4-01541)