ESODATI: IL NUOVO PARLAMENTO DOVRÀ PORRE RIPARO CON ASSOLUTA PRIORITÀ AI GUASTI DELLA RIFORMA FORNERO

manifestazione esodati

Riceviamo dai Comitati degli esodati un documento che propone delle ipotesi di soluzione ai problemi lasciati dalla infausta riforma Fornero. Una riforma che è il peggiore lascito del governo dei tecnici in quanto trae origine da una impostazione che è un misto di arroganza, di insensibilità,  di superficialità e di vera e propria ignoranza delle situazioni sulle quali si andava a legiferare. Il documento è indirizzato al PD, ma, evidentemente, si rivolge a tutti i partiti che hanno nel proprio dna la difesa dei diritti dei lavoratori e la giustizia sociale.
Alla politica rimane ora il compito di risolvere con senso di responsabilità e con spirito di servizio i problemi creati dall’Esecutivo Monti (e.n.)

   LA RETE DEI COMITATI DEGLI ESODATI CHIEDAPD UNA SOLUZIONE CONDIVISA.

 PREMESSA:

La  RETE dei COMITATI  di Esodati,  Mobilitati,  Contributori  Volontari, Quindicenni, Fondi  di settore  e Donne Esmol, con questo documento, che viene consegnato ai candidati parlamentari che incontriamo in questa campagna elettorale, vuole ribadire la sua volonta’ di collaborazione con le forze parlamentari per la ricerca di una soluzione condivisa e definitiva alla cosiddetta “questione degli esodati” (e degli esodandi), rinnovando la propria volonta’ di collaborazione con le forze politiche nella condivisione di un percorso che possa definire,  dopo le elezioni ed attraverso la ripresa di contatti permanenti, una fase di ascolto che porti a formulare le nuove proposte per:

1.  GLI ESODATI NON SALVAGUARDATI: l’estensione degli interventi di salvaguardia per TUTTI coloro che avevano stipulato accordi precedentemente all’entrata in vigore della manovra Fornero per i quali devono applicarsi le regole di pensionamento vigenti all’atto della loro sottoscrizione; per i licenziati,  individuali o per fallimento aziendale o altro, che avrebbero maturato il requisito pensionistico  in un ragionevole lasso  di tempo dal licenziamento  deve essere  assicurata  la possibilità di conseguire il diritto alla pensione con le norme vigenti al momento della cessazione del rapporto di lavoro; per i “quindicenni” si chiede che  venga applicato il requisito anagrafico previgente la riforma Fornero.

2.  I NUOVI ESODATI:  il ripristino  del patto di sicurezza sociale  Stato-cittadino  e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge, riformulando in modo più giusto ed equo l’impianto della riforma previdenziale, rivedendo in senso più graduale nel tempo l’entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche.

Vogliamo ricordare che la “Rete dei Comitati” si è costituita per tentare di trovare la soluzione  definitiva al dramma di quanti sono stati ingiustamente colpiti nelle loro possibilità di sopravvivenza dall’ultima Riforma delle Pensioni: una riforma iniqua ed ingiusta  della quale il nostro  sistema previdenziale (a detta dei maggiori esperti) non aveva alcun bisogno, ed attuata con l’unico obbiettivo di “fare cassa” alle spalle dei pensionati  e dei pensionandi. Una riforma che ha provocato gravissime  ingiustizie  sociali  ed una emergenza sociale quale è quella dei così detti “esodati”.
La legislatura contraddistinta dalla presenza del governo “tecnico” del presidente Monti si chiude avendo mostrato l’incapacità da parte del mondo politico di risolvere completamente tale emergenza adottando i necessari interventi correttivi, a distanza  di oltre un anno dalla L.214/2011  e nonostante  la generale ammissione degli imperdonabili errori della Riforma e dell’urgenza di intervento per sanare la devastante situazione che ha colpito oltre 390.000 soggetti (fonte INPS), di cui solo 130.000 salvaguardati.
Non vogliamo soffermarci a descrivere le casistiche dei soggetti appartenenti a platee di esodati “non salvaguardati”, ma vogliamo evidenziare come il totale dei non derogati ammonti ancora a oltre 260.000 soggetti: sono esseri umani con famiglie e non numeri su un listino della ragioneria dello stato! Ex lavoratori dipendenti che non hanno prospettive credibili di accedere alla pensione in un tempo utile per evitare di trovarsi  in condizioni  di indigenza  uscendo  da procedure di mobilità o da fondi di categoria o da licenziamenti/accordi individuali o collettivi, oppure semplicemente perché hanno esaurito le risorse sulle quali avevano contato per raggiungere la pensione con le regole esistenti all’atto della loro uscita  dal mondo del lavoro. Vogliamo anche sottolineare l’effetto amplificatore (in negativo) dell’ultima riforma sulle precedenti: vale ricordare che il passaggio alla finestra  di attesa di 12+n mesi decretato dalla legge 122/2010 ha spostato già per molti la decorrenza della pensione (pochi mesi, male minore si disse allora in quanto non toccava i requisiti) così esponendoli  in cascata alle restrizioni della nuova legge che non si è preoccupata del raccordo con le riforme precedenti e, ad oggi,anche per pochi giorni, esclude molti esodati dalle salvaguardie, con rinvio di anni.
Vogliamo perciò qui richiamare e prendere a riferimento, come base di partenza per la condivisione del percorso  su accennato,  l’unico tentativo globale di soluzione fatto in Parlamento,  anche a seguito  del confronto con la Rete, ma che purtroppo non è stato possibile completare né portare alla luce per assenza di volontà politica del Governo Monti e con il falso alibi della mancanza di copertura finanziaria: la Proposta di Legge 5103, già discussa e condivisa all’unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera, da integrare ora con le nostre proposte descritte nel documento allegato, tese a risolvere definitivamente il problema.
Vogliamo spendere  qualche parola sul problema della copertura finanziaria prevista per la PdL 5103, la cui presunta  mancanza o insufficienza è stata  l’argomento principale per la sua bocciatura  da parte degli oppositori:  il costo di circa 5 miliardi di € in 6 anni, stimato dagli estensori della proposta, forse è rilevante, ma solo se preso in valore assoluto e non relativo, paragonandolo per esempio ai 140 miliardi di € di minori pensioni in 10 anni o all’attuale orrendo panorama complessivo dell’uso e spreco del denaro pubblico di cui si hanno notizie sempre più sconcertanti per la sua dimensione e per la mancanza di controllo; i 260.000 e più ex lavoratori  “non derogati” rappresentati dai Comitati in Rete non potranno mai comprendere e accettare che il legislatore si sia “dimenticato” di destinare in bilancio un quasi irrilevante 3,6 % dei risparmi a dieci anni, da distribuire sui bilanci dei 6 anni a venire, per prevenire un problema drammatico, e non è accettabile che, una volta chiaro che è stato creato un dramma destinando con fretta piuttosto sospetta tutti i risparmi ottenuti sulla previdenza  a riduzione del debito nei prossimi anni, non sia stato possibile individuare una soluzione adeguata per la copertura finanziaria di una legge che avrebbe rimediato, almeno in parte, a questo dramma.

PROPOSTE:

Ci aspettiamo quindi che come atto di giustizia da perseguire prioritariamente nella prossima legislatura,  ci sia il riconoscimento dell’errore commesso con l’approvazione di una riforma iniqua ed ingiusta e le forze politiche, che stanno oggi affermando in campagna elettorale la loro intenzione di porre rimedio al dramma degli  “esodati”  non salvaguardati,  vogliano condividere con la “Rete  dei Comitati”  un percorso che, partendo dalla PdL 5103 ed integrandola con le proposte contenute nel documento allegato, garantisca in ogni caso quanto segue:

1.  Rispetto degli accordi firmati: per tutti i mobilitati (in particolare per coloro che non perfezionano il requisito pensionistico entro il periodo di mobilità, precedentemente non considerati), per i titolari  di fondi speciali di settore, per  i contributori  volontari, per i licenziati  o esodati  con accordi singoli o collettivi  valgano in deroga le norme in vigore all’atto della sottoscrizione dei relativi accordi sindacali o individuali fino alla maturazione del requisito  pensionistico entro il 31.12.2018.
2.  Eliminazione degli iniqui “paletti” discriminatori: in tutti i casi di salvaguardia vada eliminata ogni limitazione  derivante da eventuali periodi lavorativi svolti nonché dalla necessità  di aver già effettuato versamenti volontari.
3.  Ammissione alle deroghe di nuove categorie di soggetti particolarmente penalizzate: vanno estesi gli stessi  principi e regole indicati  ai punti precedenti  anche ai licenziati/disoccupati  che al momento dell’entrata in vigore della manovra previdenziale Fornero erano prossimi al raggiungimento  del requisito  pensionistico  e ai “quindicenni”  con particolare  riferimento al rispetto del previgente requisito anagrafico.

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