ESODATI: BASTA TRUCCHI, IL GOVERNO ORA MANTENGA L’IMPEGNO.

manifestazione esodati

A difesa del fondo per gli esodati (L. 228/2012 art.1 comma 235) e delle loro ragioni, per una parola chiara e definitiva su questo enorme tema di giustizia e di civiltà, era stato invitato lo stesso Presidente del Consiglio, Renzi, a non essere più assente e sfuggente, a metterci la faccia. 
Questo perché erano apparse evidenti le ambiguità ed i cavilli contabili, con cui il Ministero dell’Economia aveva cercato di giustificare il sorprendente ed ingiustificato blocco del riversamento dei risparmi, ottenuti dalle precedenti salvaguardie, nel fondo esodati, così come prevede la Legge nonostante fossero già stati certificati dal Ministero del Lavoro al Parlamento a Luglio in circa 43.000 soggetti e 3,3 Miliardi di euro.
La comunicazione del Ministero dell’Economia  alla Commissione Lavoro della Camera il 9 settembre scorso, aveva perciò provocato una vera sollevazione contro il Governo dell’intera Commissione, che decideva in molti suoi esponenti, a cominciare dal Presidente Damiano, anche di partecipare alle manifestazioni del 15 e del 22, indette dai Comitati degli Esodati insieme ai Sindacati tutti (CGIL, CISL, UIL, UGL) per protestare contro il dichiarato abuso e l’ulteriore persecuzione degli esodati.
Il Governo però il 24 settembre, in audizione davanti alle Commissioni riunite Lavoro e Bilancio di Camera e Senato (http://webtv.camera.it/archivio?id=8353&position=0), rappresentato dai Ministri Padoan e Poletti, non solo ha chiarito la sua posizione senza alcuna possibilità di fraintendimento o di ambiguità, ma ha preso impegni politici chiari nei confronti del Parlamento sul tema esodati, per la prossima legge di stabilità.  
Il Ministro Padoan ha infatti testimoniato che Il monitoraggio complessivo delle operazioni di salvaguardia (considerando dati parziali che inglobano anche le salvaguardie c.d. “aperte”) evidenzia al 10 settembre 2015 circa 121.500 tra certificazioni accolte (116.000) e attuali giacenze che, con riferimento in particolare alla c.d. seconda e sesta salvaguardia (salvaguardie ancora “aperte”) possono ancora incrementarsi”, su un numero totale che avrebbe “dovuto riguardare 170.230 soggetti”
Il documento INPS del monitoraggio al 10/9/2015 conferma http://www.inps.it/docallegati/News/Documents/ Report% 20salvaguardie%2010_09_2015.pdf .
Ma c’è da dire che, mentre relativamente alla 2^ salvaguardia è corretta l’affermazione che “possono ancora incrementarsi” le certificazioni e le domande, beninteso per la sola categoria dei mobilitati e non per le altre, per la 6^ salvaguardia invece il numero complessivo non può certo incrementarsi poiché sono già ampiamente scaduti i termini.
Ma le attuali 5.500 domande giacenti, di cui in particolare oltre 1.300 della 2^ e ben 3.400 della 6^ salvaguardia, considerate nel conteggio non saranno tutte certificate, come dimostra il relativo trend dei monitoraggi precedenti. Ci sarebbe da chiedersi come mai ancora vi siano tante domande giacenti!! 
Dai dati forniti dall’INPS si può osservare che per la 2^ salvaguardia (del giugno 2012) nella categoria dei mobilitati, che già ad oggi siano in Cassa integrazione o in mobilità, su 20.000 salvaguardie previste sono state certificate 7.500 posizioni nei primi 3 anni e rimangono disponibili circa 12.500 posti da riempire entro la data ultima del 31/12/2016, cioè da qui ad un anno. È evidente che, per tale specifica situazione, l’INPS ha tutte le informazioni, interventi di cassa integrazione e mobilità con accordi entro il 31/12/2011, per dare una previsione più che attendibile sul numero massimo di soggetti attesi, sulla base dei requisiti richiesti dalla 2^ salvaguardia .
In conclusione non appare campata in aria l’idea che il resoconto finale delle 6 salvaguardie attuali si fermerà ad un numero non superiore a 124.000-125.000 soggetti, con un risparmio di almeno 45.000 da poter essere riutilizzato nel fondo esodati. 
D’altra parte il numero di salvaguardie non utilizzate al momento certificata sulle precedenti salvaguardie, secondo la relazione del Ministero del Lavoro al Parlamento del 31 luglio scorso è di 43.000 soggetti ed è su tale numero, ed i correlati 3,3 miliardi di risparmi resisi disponibili, che la Commissione Lavoro della Camera ha avviato ad agosto l’azione per la proposta di legge unificata finalizzata alla7^ salvaguardia!
E, nell’audizione del 24 scorso, Padoan ha affermato che “Le somme stanziate negli anni 2013 e 2014 sono state conservate nel conto dei residui passivi dello stato di previsione del Ministero del lavoro (anche per evitare la loro cancellazione dal bilancio) in attesa dei rendiconti INPS”. Quindi le somme già risparmiate sono “conservate” e non scomparse nel bilancio generale dello Stato, così come quelle 2015 a breve.
Ma nell’audizione il Ministro Padoan ha parlato, su testo scritto, a nome del Governo prendendo l’impegno politico: “Per quanto attiene le operazioni di salvaguardia “chiuse”, il Governo si impegna a utilizzare le eventuali risorse disponibili accertate per gli anni futuri per dare copertura a un eventuale nuovo ma definitivo intervento in materia di salvaguardia dei lavoratori dall’applicazione dei requisiti pensionistici di cui al DL 201/2011. Il Governo si impegna, inoltre, a ricercare soluzioni finalizzate al recupero delle economie accertate per gli esercizi pregressi e al relativo utilizzo per gli esercizi successivi, previa compensazione sui saldi di finanza pubblica nel rispetto degli obiettivi programmati.” Indicando però che “Questi interventi potranno essere attuati nell’ambito della prossima Legge di Stabilità”.
Relativamente ai tre argomenti in discussione nell’audizione – situazione salvaguardie esodati, opzione donna e proposte di flessibilità pensionistica –  il Governo ha tenuto ben distinte e separate sia le tematiche che le relative e corrispondenti fonti di finanziamento, per cui i risparmi delle precedenti salvaguardie dovranno essere impegnate tutte e  solo per l’intervento definitivo di salvaguardia, mentre per le altre 2 tematiche dovranno essere trovate fonti di finanziamento per poterle attuare.
Benissimo! Tutti i risparmi non sono persi e saranno messi a disposizione esclusivamente per una definitiva salvaguardia, che il Governo inserirà nella Legge di Stabilità!
Ma queste risorse possono essere sufficienti per una salvaguardia definitiva? La risposta è nel numero di soggetti ancora non salvaguardati, ed esodati secondo le norme, che il Ministero del Lavoro ha indicato su dati INPS nell’interrogazione 5-03439 dell’on. Gnecchi (Commissione Lavoro della Camera): 49.500!
La distanza tra i numeri del risparmio ed il numero dei soggetti da salvaguardare ancora è davvero prossimo e l’occasione di chiudere il dramma esodati non può essere mancata!! 
Ora la Commissione Lavoro della Camera, con il suo presidente Damiano, si facciano parte attiva e diligente per la stesura in Legge di Stabilità dell’intervento definitivo per i 49.500 soggetti indicati nell’interrogazione Gnecchi, mentre il Governo non deve fare altro che mantenere l’impegno preso in Parlamento. 
Se ognuno farà la sua parte le famiglie colpite potranno finalmente avere un futuro economico sereno, nel rispetto dei loro diritti e la vergogna degli esodati potrà dirsi chiusa. 
Purtroppo però le nubi non sono ancora sgombre. Si segnala infatti che nei giorni successivi all’audizione media di grande diffusione,  male interpretando la posizione governativa espressa formalmente al Parlamento oppure per alcune successive dichiarazioni governative ambigue e approssimative, stanno di nuovo propagandando soluzioni pasticciate e confuse che prospettano la distrazione dei fondi destinati agli esodati e alla soluzione del loro dramma! Non è chiaro se questa confusione informativa sia involontaria o creata ad arte per qualche colpo di mano indicibile!
Sarebbe gravissimo se questo avvenisse, dopo le affermazioni di impegno del Governo!
Sarebbe gravissimo se il Governo tradisse le promesse e non procedesse alla salvaguardia dei 49.500 esodati  ancora in angoscia! 
Sarebbe allucinante ed assolutamente ingiustificabile che Renzi preferisse la propagandistica abolizione IMU/Tasi, bocciata anche dall’Europa al solo prospettarla, per tornare ad ipotesi di distrazione dei fondi per gli esodati previsti dalla L. 228/2012.
Solo se il Governo rispetterà gli impegni e le disposizioni di legge vigenti senza trucchi, la sua credibilità, in questo bailamme di dichiarazioni ambigue, sarà salva e l’auspicio di Padoan “…che ciò ponga termine alle illazioni sulla presunta sottrazione di risorse” potrà trovare riscontro nella realtà! 
Ora tocca al Parlamento e alla Commissione Lavoro della Camera in particolare, assumere il ruolo di “cane da guardia” della correttezza dell’Esecutivo, senza titubanze e senza tergiversazioni.
E il Presidente del Consiglio non può nascondersi e deve continuare a metterci la faccia!