DURO COLPO AL TERRORISMO ITALIANO TARGATO FAI. ARRESTATI SETTE ESPONENTI DEL GRUPPO ANARCHICO ATTIVI SU TUTTO IL TERRITORIO

Romano Prodi

Ha portato all’arresto di sette persone l’operazione “Scripta Manent” della Digos di Torino. Si tratta di esponenti del gruppo Fai, Federazione anarchica informale, che dovranno rispondere di associazione finalizzata ad atti di violenza, terrorismo ed eversione. 
Le manette sono scattate in tutta Italia: si è accertato che la Fai pur avendo  sede nel capoluogo torinese era riuscita a creare una vera e propria organizzazione capillare operante su tutto il territorio italiano e che presto avrebbe colpito anche all’estero.  Il gruppo anarchico con testa a Torino, infatti, sarebbe responsabile di una serie di attentati avvenuti in un lungo arco temporale. Per l’esattezza sono circa 50 gli episodi di natura terroristica ed eversiva organizzati e messi in atto dalla Fai in tredici anni di attività. 
Tra gli episodi contestati, l’ordigno collocato al palazzo Ducale di Parma nel 2005; l’invio di un pacco bomba all’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati; i pacchi esplosivi inviati nel luglio 2006 all’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino , al direttore del giornale torinese Giuseppe Fossati e a Romano Prodi; l’invio di ordigni incendiari al Cpt di Modena nel maggio 2005. Il più recente è l’attentato all’Ad di Ansaldo, Roberto Adinolfi, nel maggio 2012, per il quale sono già in carcere due membri dell’associazione: Alfredo Cospito e Nicola Gai. 
I nuovi arresti rappresentano un duro colpo al terrorismo targato Italia ed in particolare al gruppo anarchico capace di ideare e attuare attentati contro cose e persone. Gli investigatori hanno ricostruito  la storia del gruppo, partendo dal documento costituivo nel 2003, in cui oltre a rivendicare l’esplosione di due cassonetti dei rifiuti nei pressi dell’abitazione di Romano Prodi, formalizzavano la costituzione del Fai, attraverso una “struttura unitaria operante sulla base di mutuo appoggio e attraverso una pluralità di sigle”. La “distruzione dello Stato e del capitale”, infatti, era l’obiettivo ideologico del gruppo Fai.