DRAMMA “ESODATI”: LE URLA DEL SILENZIO. PER IL GOVERNO SONO DESAPARECIDOS?

manifestazione esodati

Abbiamo ricevuto dalla Rete dei Comitati degli esodati un articolo e un comunicato stampa che pubblichiamo con l’evidenza di sempre.
La gravità del problema è ben nota alla stragrande maggioranze delle forze politiche e, anche, al Presidente del Consiglio che, non a caso, nel  programma presentato alle Camere ha considerato la questione assolutamente prioritaria.
Però, giustamente, gli esodati sono in fermento. Vedono che i mesi passano e non vengono adottati provvedimenti concreti.
Sanno bene che ci sono partiti di governo per i quali contano solo le promesse elettorali di Berlusconi.
La situazione è molto grave e può evolvere in chiave drammatica. Per chi, dopo avere lavorato anni e anni, si ritrova senza stipendio e senza pensione a causa di una riforma all’insegna della superficialità e dell’incompetenza è un insulto sentir dire che il primo problema del Paese è l’IMU prima casa.
L’Esecutivo deve tornare alle priorità vere, a quelle del discorso programmatico. Se il PDL non è d’accordo, deve essere costretto a dirlo apertamente. Se i berlusconiani ritengono che gli esodati, i disoccupati, i giovani in cerca di prima occupazione, le aziende sull’orlo del fallimento possono aspettare perché le priorità sono altre, devono prendere una posizione chiara.
Poi saranno gli italiani a giudicare (Ettore Nardi)

Torna a far sentire la sua voce la Rete dei Comitati dei cosiddetti “esodati” con un duro Comunicato (pubblicato in questa pagina) in cui rende noto che il Governo, nonostante ben due fiduciose richieste di confronto per la soluzione dell’enorme dramma continua a latitare.
La preoccupazione evidente, purtroppo incoraggiata dal comportamento del Governo, è che si ripeta nuovamente il copione recitato nella passata legislatura sulla questione, laddove il Parlamento, ed in particolare la Commissione lavoro all’unanimità, aveva approvato la Proposta di Legge 5103 per l’avvio della soluzione del dramma “esodati” ed il Governo senza alcun pentimento, anche con lo strumento della Ragioneria dello Stato, riuscì a bloccare la norma di salvaguardia, lasciando nel dramma le vittime da esso generate.

Questa volta l’ostacolo del Governo sembrava non esserci, poiché il Presidente Letta aveva affermato solennemente, nel discorso sulla fiducia, “la comunità nazionale ha rotto un patto e aveva assicurato al Parlamento “un impegno prioritario di questo governo per ristabilire la situazione“.
Infatti un patto rotto richiede una ed una sola soluzione: ristabilirlo identico!
Ma il Governo sta assumendo invece incomprensibili diverse priorità, che preoccupano fortemente la Rete anche perché esponenti di rilievo del Governo, nello stesso tempo, operano una minimizzazione strumentale e mediatica dei numeri, mostrando insieme una palese assenza di comprensione sulla necessità immediata di soluzione. Il Governo sembra invece mirare a far “inabissare” nuovamente la questione “esodati”, che con tanta fatica è stata portata all’attenzione contro il precedente Governo, insieme alle centinaia di migliaia di famiglie tradite dallo Stato! 
Il Governo vuol rompere anche il “patto” con il Parlamento, invece di “ristabilire la situazione”?
Ricordiamo che al momento il numero accertato ufficialmente, in attesa di veder ricomparire il Ministro Giovannini in Parlamento con i numeri promessi da oltre un mese (un po’ come la Fornero!), è di 390.000 (oltre i licenziati senza accordo alcuno) di cui solo 130.000 al momento sono salvaguardati. Molti di loro già sono senza reddito ed in difficoltà, ma nessuno sembra preoccuparsene; per il Governo non esistono!
La Rete ha incontrato la Commissione Lavoro e tutti i partiti più volte e ne ha ottenuto il pieno e totale impegno alla soluzione definitiva, verificando direttamente la loro piena consapevolezza della realtà. Manca solo il Governo la cui assenza impedisce il rapido positivo epilogo!
Infatti sono già in Parlamento ben 4 proposte che la Commissione Lavoro della Camera  intende unificare rapidamente con consenso unanime, perché ispirate dalla stessa logica e dal medesimo principio riparatore di una ingiustizia.
Non si comprende perciò l’atteggiamento del Governo. Nel suo comunicato la Rete evidenzia come il problema delle risorse sia fittizio. Efficacissimo e sorprendente il modo semplice in cui lo evidenzia: un brutale elenco, ovviamente non esaustivo ma con l’indicazione della fonte ufficiale, delle mancanze di controllo economico dello Stato e degli sprechi accertati.
Allora ecco che, rispetto alle azioni già compiute dal governo, un solo anno di introiti dell’IMU, che invece esso intende abolire, bilancerebbe quasi l’intero costo del provvedimento di salvaguardia ora in Parlamento, mentre la mancata rinuncia all’acquisto degli aerei F35, contestatissimi da tutti gli Stati per la loro inefficienza, ci ha privato incomprensibilmente di un tesoretto ben superiore a quello necessario per tirare fuori gli “esodati” dal loro dramma.
Ed é un pugno allo stomaco, quanto la Rete mette in colonna per tirare la somma finale delle mancanze ed incapacità dello Stato: a partire dagli italici vizi dell’economia sommersa e di quella criminale e della corruzione per finire ai ben 545 Miliardi che lo Stato ha accertato di dover ricevere ma che Equitalia non ha mai incassato e, ancor peggio, al “regalo” fatto ai concessionari di giochi elettronici e lotterie (ah la legge sul conflitto di interesse!) presi con le mani nel sacco dalla Guardia di Finanza per un’evasione di circa 98 (novantotto) Miliardi di euro e di cui sono stati abbonati nel 2012, in piena crisi, ben 96 (novantasei) miliardi!!
Il totale è impressionante: quasi 480 Miliardi all’anno, sì proprio all’anno!! Un quinto del debito pubblico!!
Per comprendere i termini della proporzione: per i cosiddetti “esodati” ne basterebbero una decina da distribuire in circa 6-7 anni. Un’inezia al confronto!
Da dati simili non possono che scaturire 2 corollari di aristotelica e lapalissiana evidenza.
Il primo è che la priorità assoluta del Governo e della classe politica deve essere la guerra a  tutto campo per il ripristino di una legalità e di una democrazia non solo formale contro corruzione, evasione, il conflitto di interessi e per il miglioramento della capacità di recupero e accertamento. È ciò che sollecita anche Roberto Saviano nei suoi interventi critici sul Governo.
Il secondo corollario, conseguenza del primo ma moralmente molto più vergognoso per la classe politica, è che per far quadrare i suoi conti lo Stato si comporta esattamente come coloro che dovrebbe combattere: non paga i debiti e gli obblighi approfittando di una posizione di forza! Non è un corollario banale, poiché è quello che sta sfaldando il legame sociale del nostro Stato e della nostra comunità!!
Forse è per questo che il comunicato della Rete fa un riferimento finale ad Al Capone?
In una fase storica come questa, in cui si sta cercando di modificare la Costituzione senza alcuna unità di intenti democratici (basta vedere le lotte su presidenzialismo, giustizia, etc.) e senza chiarezza né comprensione e condivisione preventiva degli obiettivi, oltretutto affidando ad un gruppo ristretto al di fuori del Parlamento l’analisi ed il disegno delle modifiche (?), l’atteggiamento del Governo è gravissimo poiché amplia il solco già esistente tra classe dirigente e cittadini, avviandolo verso la irreversibilità.
Non sembra proprio questa la direzione giusta se si vuol salvare l’Italia come Società!