DOPO PALERMO INDAGINE SU FIRME FALSE PER IL MOVIMENTO 5 STELLE ANCHE IN EMILIA ROMAGNA. QUATTRO INDAGATI A BOLOGNA

Una nuova tegola giudiziaria colpisce il Movimento capitanato da Beppe Grillo. Il caso delle firme false raccolte dal Movimento 5 Stelle per il voto del 2012 non resta un caso isolato e circoscritto alla città di Palermo: come nel capoluogo siciliano, infatti, anche a Bologna c’è un’inchiesta in corso e ci sono degli indagati per presunte irregolarità nella raccolta delle firme a sostegno del Movimento. Dopo Palermo, dunque, lo scandalo delle firme false si sposta in Emilia Romagna e a Bologna si apre un nuovo fronte politico giudiziario per i cinque Stelle, questa volta riguardo alle elezioni Regionali del 2014.
Si tratta di un’inchiesta che ipotizza, a carico di quattro persone, la violazione della legge elettorale in occasione appunto delle Regionali 2014. Il reato ipotizzato si riferisce all’articolo 90 del Dpr 570/1960, ovvero il testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali. L’inchiesta è nata da un esposto presentato da due militanti che avevano denunciato le presunte irregolarità: secondo la loro denuncia, molte firme sarebbero state raccolte fuori dalla regione, in particolare al raduno del Movimento al Circo Massimo di Roma, o in assenza degli appositi delegati di lista. Iscritti sul registro degli indagati ci sono un esponente locale del Movimento 5 Stelle, un attivista e due addetti alla raccolta delle firme.
Tra i quattro indagati dalla Procura di Bologna c’è anche Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio Comunale. Piazza sarebbe chiamato in causa in qualità di “certificatore”, insieme ad un suo collaboratore e ad altre due persone. Tra le contestazioni c’è quella di aver autenticato firme non apposte in loro presenza oppure in luogo diverso rispetto al requisito di territorialità, oppure in mancanza della qualità del pubblico ufficiale.