DOPO IL REFERENDUM, RILANCIARE LA POLITICA ENERGETICA NAZIONALE. COINVOLGERE LE REGIONI E LE COMUNITA’ LOCALI

PIATTAFOORMA PETROLIFERA

Il referendum sulle trivelle è stato uno dei punti su cui si è incentrato il dibattito politico delle ultime settimane. Al di là  del risultato e delle polemiche sul quorum che hanno caratterizzato la fase precedente e seguente la consultazione elettorale, la questione ha riportato finalmente al centro della scena la necessità di una politica energetica nazionale. Volendo fare delle riflessioni, infatti appare chiaro che ciò che serve è un progetto a lungo termine, che indichi quali risultati si vogliono raggiungere e in che modo, che indichi come è possibile ridurre la dipendenza dalle risorse estere, che spieghi cosa si può fare per diminuire l’emissione di sostanze inquinanti e come farlo.
Una pianificazione di questo tipo, inoltre, non deve essere limitata al governo, ma deve necessariamente coinvolgere anche le forze produttive, le forze sociali e, soprattutto, le comunità locali. Se, infatti, è necessario che il coordinamento sull’energia torni al governo centrale, è, pure, vero che le decisioni non possono essere sempre e solo calate dall’alto, ma vanno prese insieme alle popolazioni che ne subiscono gli effetti.
É necessaria un’opera di monitoraggio, che consenta anche alle comunità locali di verificare il rispetto delle normative ambientali ed è necessario coinvolgerle anche nei benefici che ne possono derivare, attraverso seri piani di sviluppo. Solo in questo modo, con il dialogo e la condivisione, è possibile creare finalmente un piano energetico nazionale, che potrebbe costituire uno dei punti di svolta per la ripresa dell’economia italiana e della occupazione.
Alle regioni bisogna, anche riconoscere benefici tangibili in cambio della installazione di impianti estrattivi. E’ necessario che vengano attribuite alle comunità locali cospicue contropartite sotto forma di royalties, di occupazione e di sviluppo.  Non è normale che la Basilicata, l’area più ricca di risorse energetiche d’Italia, sia una delle più povere del Paese. E non è un caso che la Basilicata sia stata l’unica regione in cui è stato superato il quorum.