Crisi edilizia: diminuiti 550 mila posti di lavoro

Un famoso motto francese dice “Quand le batiment va tout va”.non c’è bisogno di traduzione per capire che l’edilizia è considerata nel contempo uno dei motori dell’economia e una spia dell’andamento della congiuntura.
Se questo è vero in Italia negli ultimi tempi le cose vanno proprio male. Nel 2012 sono scomparsi 550 mila posti di lavoro e sono fallite 10 mila aziende. La dispersione sul territorio delle imprese e dei lavoratori ha indotto a sottovalutare la misura del fenomeno ma gli effetti della crisi sono molto più gravi di quelli  provocati dall’Ilva o dall’Alcoa.  
Purtroppo, data la scarsa visibilità del settore, non solo non sono stati adottati provvedimenti per fronteggiare l’emergenza ma, non si è fatto niente per impedirne l’aggravamento. Nell’anno appena decorso le tasse sulla casa sono aumentate del 36,8 per cento, mentre i mutui si sono ridotti circa del 50 per cento.
Il risultato è che non solo sono crollate le costruzioni ma anche le compravendite.
Nell’agenda del nuovo governo l’edilizia dovrà occupare un posto di primo piano se si vorrà avviare un serio programma per uscire dalla recessione.