CENTRO DEMOCRATICO: SOSTITUIRE AL FINANZIAMENTO PUBBLICO IL FINANZIAMENTO PRIVATO

Conferenza stampa Centro Democratico

E’ stata presentata con una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati del leader del Centro Democratico Bruno Tabacci e dei deputati Nello Formisano e Pino Pisicchio la prima proposta di legge di questa legislatura  per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e la sua sostituzione con un finanziamento privato basato sul 4 per mille. 
La proposta, che ha come primo firmatario Nello Formisano e che ricalca altre proposte che lo stesso Formisano ha presentato nelle passate legislature, mira non solo a ridurre i costi della politica ma anche ad attribuire ai cittadini la potestà di decidere se finanziare i partiti e quale partito finanziare.
La procedura è abbastanza semplice. Ogni elettore riceve a casa, attraverso gli stessi canali mediante i quali gli viene inviata la scheda elettorale, un modulo per la sottoscrizione del 4 per mille. Se compila la dichiarazione dei redditi lo allega a detta dichiarazione. Se è un soggetto che non è tenuto a presentare la dichiarazione lo invia autonomamente al ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie tutte le adesioni.
Presso il ministero viene costituito un fondo pari al 4 per mille dell’Irpef totale pagata dai contribuenti.

Il fondo del 4 per mille, però, a differenza dell’ 8 per mille, non viene distribuito in toto, ma proporzionalmente al numero delle adesioni espresse. Se il 50 per cento degli elettori esprime il proprio consenso viene distribuito il 50 per cento; se solo il 10 per cento manifesta la volontà di conferire il contributo, viene destinato ai partiti il 10 per cento.
Per la prima volta, quindi, ha un valore pesante anche l’astensione, in quanto un aumento delle astensioni comporta una diminuzione dei fondi da distribuire e un correlato risparmio per le casse dello Stato.
Ovviamente, la ripartizione fra i partiti è  proporzionale ai consensi ricevuti.
Inoltre, la scelta non é limitata ai partiti presenti in Parlamento. Possono essere finanziate anche associazioni che fanno politica in senso lato senza presentare propri candidati alle elezioni.
Altra novità interessante è che la proposta introduce una prima attuazione dell’art. 49 della Costituzione.
Pur nel rispetto del diritto dei partiti di autoregolamentarsi viene fissata una soglia minima di democrazia interna, da un lato confermando le disposizioni introdotte al riguardo dalla legge 6 luglio 2012 n. 96, dall’altro dettando criteri di equa ripartizione fra strutture centrali e periferiche dei contributi pubblici.
Inoltre, viene sancito il principio che i soggetti che hanno sottoscritto per un partito costituiscono l’elenco degli iscritti di quel partito, con tutti i diritti derivanti dalla Costituzione, dal codice civile e dallo statuto, diritti che diventano, a seguito di tale riconoscimento, esigibili anche in sede giudiziaria.
Si determina, in tal modo, in modo oggettivo e incontestabile la platea delle primarie che ha dato adito a tante controversie nei mesi scorsi e vengono demandati alle strutture della pubblica amministrazione responsabili delle elezioni l’organizzazione e i controlli sulle primarie stesse, i cui risultati, quindi, vengono certificati dagli stessi uffici che sono chiamati ad assicurare la regolarità delle competizioni elettorali.
Se la proposta diventerà legge andranno in soffitta i pacchetti di tessere, le elezioni sotto i gazebo e altre anomalie che hanno contribuito in misura rilevante ad allontanare dalla politica gli elettori.
I quali diventerebbero protagonisti fin dall’inizio del processo elettorale e si riapproprierebbero delle scelte che ora sono demandate ai Segretari o Presidenti dei partiti, in violazione del dettato costituzionale.
Pubblicheremo il testo integrale della Proposta di legge non appena gli uffici competenti della Camera avranno provveduto alla registrazione.