IL CENTRO DEMOCRATICO A SOSTEGNO DEL GOVERNO SULLA STAFFETTA GENERAZIONALE. DOMANI QUESTION TIME ALLA CAMERA

Nello Formisano
Il governo Renzi parte con il piede giusto. Dopo l’impegno a ridurre l’IRPEF per i lavoratori dipendenti con redditi medio bassi e l’accelerazione sul fronte dei pagamenti dei debiti dello Stato e degli Enti locali che dovrebbero essere azzerati entro il mese di settembre, giunge ora la dichiarazione della Ministra della Funzione pubblica Marianna Madia che impegna il governo a varare a breve un piano di prepensionamenti dei dipendenti pubblici allo scopo di immettere giovani nella Pubblica Amministrazione.
È una proposta di grande valenza sul piano economico e su quello sociale, sul tappeto dall’inizio della legislatura che ha visto in prima fila il Centro Democratico.
Il nostro partito ha sostenuto con coerenza e determinazione il prepensionamento dei dipendenti pubblici (e anche di quelli privati) e la staffetta generazionale con una serie di iniziative che hanno sempre tenuta viva l’attenzione sul problema.
Ricordiamo che su iniziativa del Centro Democratico la Camera ha approvato sulla materia una mozione nel giugno 2013 e un ordine del giorno nel dicembre 2013. Inoltre, il tema è stato portato all’attenzione di Enrico Letta quando stava predisponendo il piano di rilancio del suo Esecutivo e, poi, è stato inserito nel pacchetto di proposte del partito nelle consultazioni per il governo Renzi. 
Questo impegno deriva dalla convinzione che il prepensionamento e la staffetta generazionale sono gli strumenti più idonei in periodo di risorse scarse per restituire efficienza al settore pubblico, conseguire consistenti risparmi per le finanze dello Stato e ottenere risultati immediati e sicuri nella lotta alla disoccupazione giovanile.
Tra l’altro, il percorso è collaudato, in quanto nel privato è stato sperimentato con successo e ci sono interi settori produttivi – come, ad esempio, il credito – che devono proprio al ricorso massiccio ai prepensionamenti e al turn over un recupero di efficienza e di solidità dei bilanci delle aziende che è stato fondamentale al momento dell’esplodere della crisi finanziaria internazionale.
Per di più, un provvedimento analogo è stato adottato con successo in Francia che, pure, ha una situazione occupazionale meno preoccupante di quella italiana.
Siamo, quindi, ben felici delle dichiarazioni della ministra Madia e siamo pronti a sostenerla in Parlamento e nel Paese.
Non siamo, però, tranquilli, sull’esito favorevole in quanto ci sono forze potenti che si oppongono all’avvio di iniziative in materia.
Le gerontocrazie che dominano il nostro Paese temono che sia messo a rischio il loro potere e i loro privilegi e faranno un fuoco di sbarramento feroce, analogo a quello frapposto all’Esecutivo Letta che, infatti, è stato dissuaso dal tradurre i buoni propositi in provvedimenti normativi concreti.
Anche se noi riteniamo che, in questo campo, vada privilegiata la volontarietà, è facile immaginare che uno dei tanti effetti positivi del provvedimento possa essere un massiccio avvicendamento nelle posizioni di vertice della Pubblica Amministrazione la cui sclerotizzazione, da anni, ostacola qualunque tentativo di sburocratizzazione e di semplificazione normativa e amministrativa a danno dei cittadini e delle imprese.
Perché abbia successo, l’iniziativa va perseguita con determinazione, con un piano pluriennale di uscite che consenta un ampio turn over nel settore pubblico.
Se gestita con accortezza, la misura consentirà di venire incontro alle aspettative di tanti che sono stati fermati dalla Fornero sulla soglia della pensione e di dare una speranza a molti giovani in attesa di una opportunità per entrare nel mondo del lavoro.
Il tutto a costo zero, anzi con un risparmio per le finanze pubbliche e con effetti benefici sui consumi, sul prodotto interno lordo e sulle prospettive di crescita dell’economia.
Domani il Centro Democratico tornerà sull’argomento alla Camera nel “question time” con il ministro Poletti. 
Nei prossimi giorni svilupperemo il tema con maggiori approfondimenti, pronti a confrontarci con i ministri interessati ai quali assicuriamo tutto il nostro sostegno per il successo dell’operazione.