CASO MARÒ: DOPO QUATTRO ANNI ANCHE GIRONE TORNA IN ITALIA. ATTENDERÀ A CASA SUA IL PROCESSO SULLA ENRICA LEXIE

Salvatore Girone

Anche Salvatore Girone torna in Italia. Lo ha deciso il Tribunale dell’Aja che, accogliendo la richiesta avanzata dall’Italia, ha stabilito che il fuciliere del Battaglione San Marco dovrà attendere a casa sua l’esito del procedimento arbitrale in corso: quello che dovrà stabilire a chi spetta la giurisdizione sul caso della petroliera Enrica Lexie. La Corte Suprema indiana ha deciso, dal canto suo, di rendere immediatamente esecutivo l’ordine imposto dal Tribunale.

Si tratta di una svolta nella lunga vicenda giudiziaria che si trascina da ormai quattro anni e che in automatico ha rischiato a più riprese di incrinare i rapporti diplomatici tra l’Italia e l’India; al punto tale da rendere necessario il ricorso da parte dell’Italia all’Arbitrato internazionale, nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, affinché si possa stabilire se a processare i due marò italiani debbano essere i giudici indiani o quelli italiani.
Nell’attesa del processo e della decisione su dove debba essere tenuto, Salvatore Girone potrà però tornare in patria, mettendo così la parola fine a quello che, per quattro anni, è stato un autentico esilio in India. Il suo rientro in Italia è legato all’accettazione di condizioni stabilite dall’India. Tra queste, quella di consegnare il passaporto una volta giunto in Italia e quella di presentarsi una volta al mese alla stazione di polizia. In altre parole, la Corte Suprema indiana ha chiesto garanzie da parte dell’Italia, il cui governo, puntando a un’azione internazionale concertata  e ampia, è riuscito a segnare un punto a suo favore e a portare a casa un buon risultato.