CAMPAGNA ELETTORALE A “BASSO COSTO” PER IL PD

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Fare una campagna elettorale, si sa, non costa poco, ma decidere di rivedere e tagliare le spese è già tanto. Ridurre: questa la parola d’ordine che ha spinto il Partito Democratico a compiere una scelta politica insolita e, forse, vincente. Quella di pubblicare nero su bianco, prima del voto, il suo piano spese per l’intera campagna elettorale. Voce per voce. Capitolo per capitolo. In nome di una maggiore trasparenza ovviamente, che possa giustificare il finanziamento della politica, ma soprattutto, spiega il tesoriere del Pd Antonio Misiani, perché il compito del Pd (e qualsiasi altro partito non dovrebbe sentirsi esonerato da questo ragionamento) “è fare in modo che ciò che facciamo con i soldi pubblici sia credibile”.
È così che il partito di Pierluigi Bersani tira la cinghia e taglia la spesa per le politiche 2013, in programma il 24 e 25 febbraio prossimi. E rende pubblico il tutto, mettendo già in chiaro i vari capitoli di spesa a più di un mese di distanza dal voto. Il tetto di spesa previsto per legge è  96 milioni di euro, ma il Pd neppure  prende in considerazione una cifra così smisurata. Sei milioni e mezzo di euro: questo il budget che il partito ha stanziato per questa campagna elettorale. 
La cifra finale sarà leggermente più alta: allo stanziamento della sede centrale andranno infatti aggiunte le spese delle strutture territoriali, e il conto complessivo sarà tra i 10 e gli 11 milioni di euro. 

Non sono briciole, ma il taglio c’è ed è del 27 per cento rispetto al precedente appuntamento elettorale nazionale del 2008. In quella occasione, infatti, il Pd stanziò 8 milioni e 866 mila euro. Aggiungendo le spese territoriali i democratici spesero complessivamente 18 milioni e 400 mila euro. Se poi si pensa che, sempre alle politiche 2008, il Pdl toccò quota 68 milioni e 475 mila euro per la campagna elettorale, allora lo sforzo messo in atto dal Pd appare ancora più apprezzabile.
Una scelta quella di pubblicare i dati prima del voto che vuole sottolineare il clima di sobrietà con il quale il Pd vuole affrontare questa campagna elettorale. Ma come saranno spesi i 6 milioni e mezzo stanziati? Quattro milioni e seicentomila euro vanno sotto la voce “Comunicazione”: spot, manifesti, spazi per le affissioni, pubblicità sui giornali, radio e tv, manifestazioni, conferenze e volantini per fare alcuni esempi. Di sicuro, al passo con i tempi, c’è una inversione di rotta sulla comunicazione in Rete, alla quale il Pd dedica il 20 per cento in più.
Snellimento dei costi della politica? Il Partito Democratico ci prova, riducendo il suo investimento per la campagna elettorale 2013 e invitando gli altri partiti a fare lo stesso  (bisognerà comunque attendere il conto finale, a marzo, quando la legge obbliga i partiti a documentare le spese elettorali).
Per il momento all’appello del Pd non risponde il Pdl, che dice di non aver messo in bilancio nulla e di non avere una previsione di spesa.
Non risponde neppure Scelta Civica di Monti, che fa sapere che pubblicherà tutto dopo il voto, così come prevede la legge.