BRUXELLES AVVERTE ANKARA: “SIETE SEMPRE PIÙ INCOMPATIBILI CON L’UE”. ERDOGAN MINACCIA L’UNIONE SULLA QUESTIONE MIGRANTI

Relazioni sempre più tese tra la Turchia e l’Unione europea. La politica di repressione post golpe messa in atto dal presidente turco, e sfociata negli ultimi giorni nell’arresto di dodici parlamentari filo curdi del partito Hdp, non lascia indifferenti le diplomazie occidentali, ma soprattutto non piace a Bruxelles. Un nuovo botta e risposta dai toni aspri, infatti, si è consumato nelle ultime ore tra il presidente Erdogan e il commissario Ue all’allargamento, Johannes Hahn, che, nel presentare all’Europarlamento il rapporto annuale sulla Turchia circa la sua candidatura all’Ue, non ha usato mezzi termini nel giudicare Ankara “incompatibile” con la candidatura a membro Ue.
Di fatto, le varie azioni del governo turco nel campo dei diritti umani e libertà di espressione preoccupano Bruxelles, che le ritiene sempre più inconciliabili con il desiderio e la richiesta della Turchia di diventare un membro dell’Unione europea. Critiche che non sono piaciute ad Erdogan, la cui risposta non si è fatta attendere. Il presidente turco ha lanciato una nuova sfida all’Unione, agitando ancora una volta il già traballante accordo con Bruxelles, che prevede l’esborso di 6 miliardi di euro per contenere e gestire i tre milioni di profughi fermi alla frontiera turca: “Apriremo le porte dell’Europa a tre milioni di profughi. Cosa succede se i negoziati finiscono? Dove metterebbero quei tre milioni di rifugiati che sono in Turchia, ha avvisato il presidente turco?”. In altre parole, il presidente Erdogan ha minacciato di rompere la già fragile intesa sui migranti, giocando con le paure dell’Europa su un punto, per l’Unione, già debole.