Berlusconi sbugiardato dal Viminale: nessuna riduzione della scorta

Le verità di Berlusconi, come è noto, sono molto soggettive. Le ultime due perle. Il Cavaliere ha detto di essere stato pregato di non andare nelle piazze a fare campagna elettorale, per motivi di sicurezza. Ovviamente, non si sa chi lo abbia pregato. Poi ha accusato il governo Monti di avergli ridotto la scorta proprio quando, in vista della  campagna elettorale e dei comizi nelle piazze, la scorta sarebbe stata  necessaria più che mai.
La notizia è falsa. A smentirlo questa volta è stato lo stesso Viminale, che emana un comunicato ufficiale.Non è stata ridotta in alcun modo la scorta. E tanto meno in vista della sua campagna elettorale. Come premier, spiegano dal Ministero, Berlusconi disponeva di un dispositivo di protezione di “primo livello”, mantenuto anche per i dodici mesi successivi alle sue dimissioni, secondo quanto previsto dalla legge. Passati i dodici mesi, si è deciso  di continuare ad assicurare a Berlusconi, “il medesimo livello di protezione” garantitogli quando era premier:  “un livello eccezionale”, con una scorta di primo livello e “numericamente inalterata” prevista per le personalità “a rischio imminente ed elevato”. L’unica differenza è che in questi giorni si sta completando il passaggio della responsabilità del servizio di scorta dall’Aisi (che se ne doveva occupare fino a novembre, per un altro anno dalle dimissioni appunto) al Viminale: ma numericamente non è cambiato e non cambierà nulla.
In realtà, forse, la scorta è eccessiva e poteva essere ridotta, visto che il Cavaliere ne fa, talvolta, un uso improprio, come nel caso del ragioniere Spinelli, suo amministratore, che, dopo il sequestro, è stato prelevato dalle guardie del corpo del Cavaliere, prima ancora che potesse parlare con gli inquirenti.