“BERLUSCONI, PERICOLO D’ITALIA”: E’ LA PAROLA DEL FINANCIAL TIMES

SilvioBerlusconi

L’ultima valutazione negativa è quella del Financial Times, secondo il quale Berlusconi rappresenta un pericolo per l’Italia. Il giornale della City pubblica un editoriale che demolisce il leader del Pdl. Il quotidiano britannico, infatti, etichetta il Cavaliere come un pericolo per la democrazia e per l’economia italiana. E con poche parole invita gli elettori italiani a non dare, per l’ennesima volta, la loro fiducia all’ex premier: perché “non manterrebbe le sue promesse elettorali di ridurre le spese dello Stato per finanziare il taglio delle tasse e si concentrerebbe sulla soluzione dei suoi problemi giudiziari, come ha fatto tutte le volte che è stato eletto”. L’editoriale dedicato a Berlusconi ha questo titolo: “L’Italia dovrebbe semplicemente dire no a Silvio”. Sono parole chiare quelle del Finantial Times, come eccessivamente chiaro è il messaggio: il ritorno di Berlusconi non è il benvenuto.

Il Financial Times è buon ultimo di una lunga lista di politici, giornali e commentatori che esortano gli italiani a non votare per Berlusconi. Nelle settimane precedenti si erano schierati tutti i più qualificati giornali europei che, pur avendo posizioni politiche diversificate convergono su un punto: no a Silvio Berlusconi.
Sulla stesa linea sono i più autorevoli politici dell’Unione, dalla Merkel a Hollande ai componenti della Commissione europea.
Tutti si stupiscono che gli italiani ancora una volta stanno dando fiducia, in misura superioe al previsto e, comunque, inspiegabile, a un personaggio che, come scrisse una volta l’Economist è “unfit” e, in quanto tale, dovrebbe essere messo ai margini della vita politica.
E tutti sono preoccupati delle posizioni anomale che il capo del PDL ha assunto e che potrebbero diventare, se dovesse vincere, scelte di governo: dal ritorno alla lira alla cacciata della Germania dall’euro, dai condoni, fiscale, previdenziale, edilizio, magari anche delle contravvenzioni per violazioni del codice della strada alla restituzione dell’IMU, fino alla abolizione di Equitalia, di cui il Cavaliere non  parla direttamente lasciando il compito ai suoi.
E’ sceso in campo perfino l’ambasciatore Usa a Roma che si è sbilanciato fino ad auspicare una vittoria netta del centrosinistra,
Tutti sono convinti che Berlusconi non vincerà ma riscuoterà, ancora una volta, un larga messe di consensi che gli consentiranno di pesare in misura rilevante negli equilibri parlamentari.
Il che, data la irrazionalità del risultato, potrebbe indurre gli osservatori internazionali a pensare che il vero problema non è Berlusconi, ma sono gli italiani.